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 2012  agosto 14 Martedì calendario

Una cena con Del Bosque e altri desideri della Cancelliera

 

la Repubblica, 11/8/2012

A cena inviterebbe volentieri Vicente del Bosque, il ct della nazionale spagnola di calcio. Ha paura dei temporali, vorrebbe poter fare la spesa senza essere riconosciuta, le piace rilassarsi passeggiando, cucinando e facendo due risate con gli amici. Il suo sogno sono una Germania in cui i neonazisti non riescano più a far proseliti tra i giovani, e una Germania e un’Europa forti, stabili e buoni partner per tutto il mondo. Così la donna più potente del mondo, Angela Merkel, si descrive nel privato e nelle emozioni, nelle speranze e nei ricordi. La cancelliera federale, a pochi giorni dal suo rientro lunedì dalle ferie in Alto Adige, ha risposto alle domande di numerosi vip tedeschi, scrittori, attori, sportivi, imprenditori. Sempre risposte brevi, sintetiche, a volte ironiche, a volte spiritose e imprevedibili. Lei che da sette anni vediamo ogni giorno in tv a Bruxelles ai vertici europei, a Parigi mentre abbraccia François Hollande o a Bayreuth al festival wagneriano, in queste risposte dà un inedito ritratto personale e privato di se stessa, tra preferenze e timori, speranze e ricordi.

PHILIPP LAHM: C’è qualcosa a cui è costretta a rinunciare in nome del suo incarico?

«Devo rinunciare alla libertà di andare a far la spesa o shopping senza essere riconosciuta».

REINHOLD BECKMANN: Che cosa apprezza di più nella sua rivale socialdemocratica Hannelore Kraft?

«Il fatto che anche lei si interessa di calcio».

PETER GAUWEILER: Per quanto a lungo vuole, contro la maggioranza assoluta del popolo tedesco, insistere con la politica di salvataggio dell’euro?

«Non condivido il punto di partenza della domanda, e per il resto io cerco di spiegare e mostrare alla gente quale grande ruolo e significato l’euro abbia per la vita di noi tutti».

BORIS BECKER: Chi le piacerebbe invitare per una cena-party, e perché?

«Non organizzo parties, ma a cena inviterei volentieri una volta Vicente del Bosque».

CHRISTOPH MARIA HERBST: Quali sono le sue valvole di sfogo per combattere tensione e stress?

«Fare passeggiate, cucinare, ridere».

CLAUDIA ROTH: Non le dà ai nervi che le donne impegnate in politica siano sempre giudicate in base alla pettinatura, agli abiti o alle collane che indossano, diversamente dagli uomini?

«Questa realtà è diventata parte della mia vita».

JAN ULLRICH: Nella Ddr l’educazione sportiva di bimbi e ragazzi era prioritaria, io nato all’Est fui selezionato all’inizio per il ciclismo, poi vinsi il tour de France. Lei che è riuscita a diventare la prima donna cancelliere in quali discipline sportive si distingueva?

«Ero chiaramente così poco portata per lo sport, che mi ritennero inadatta a qualsiasi disciplina sportiva».

KATJA RIEMANN: Di cosa ha paura?

«Di essere sorpresa all’aperto da un temporale».

ROBERT ZOLLITSCH: Che cosa le dà gioia nella vita?

«Condurre conversazioni interessanti con altre persone, conversazioni dalle quali apprendo cose di vari aspetti della vita, realtà per me nuove».

MARKUS KAVKA: Qual è una grossa sciocchezza che ricorda di aver commesso da giovane?

«Strofinarmi contro la corteccia d’un albero piena di resina, indossando un’esclusiva tuta sportiva che veniva dall’Occidente».

DAVID KROSS: Qual è il suo film preferito?

«“La mia Africa”, al momento, ma l’opinione può essere mutevole».

ALEXANDER DIBELIUS, manager: Lei è laureata in fisica, sa molto sull’energia nucleare, sui potenziali e i rischi di un suo uso pacifico. Perché non crede che sia importante che la Germania continui a lavorare per il suo sviluppo e per un suo uso ragionevole?

«Perché è una tecnologia in cui il rischio residuo ha conseguenze incalcolabili».

HARRY ROWOHLT, scrittore: Come reagirebbe se una vecchia conoscenza le rivolgesse la parola chiamandola `compagna Merkel’?

«Anche in passato nessuno mi ha mai rivolto la parola in questo modo, reagirei dicendo “lei mi sta confondendo con qualcun altro”».

ALICE SCHWARZER: Molte donne la votarono nel 2009, votando per lei scelsero la Cdu per la prima volta, ma ora sembrano deluse. Perché dovrebbero votare per lei l’anno prossimo, quali buone notizie offre loro?

«Che la maggioranza della gente in Germania l’anno prossimo starà meglio di quanto non stesse nel 2009, e che io per la prossima legislatura vorrei soddisfare di nuovo nel 2017 un simile paragone ».

ECKART VON HIRSCHHAUSE, cabarettista: Com’è il suo senso dell’umorismo?

«Ma come si può giudicare da soli il proprio senso dell’umorismo? Io comunque sono ancora capace di farmi delle gran belle risate».

THOMAS STRUTH: Qual è il suo sogno in politica?

«Che la Germania e l’Europa siano stabili, siano un’area di successo e buoni partner per il resto del mondo».

KURT KROEMER, comico: Mi potrebbe dire la data del giorno in cui su un quotidiano del mattino leggerò la notizia che la Npd, il partito neonazista, è stato vietato?

«No, ma io spero nel giorno in cui leggerò sui giornali che i neonazisti non fanno più proseliti tra i nostri giovani. E’per questo obiettivo che dobbiamo lavorare instancabilmente».

TIM MAELZER, cuoco: La politica sarebbe più semplice, se non fosse così pubblica?

«Ma in quel caso non sarebbe politica in una democrazia, e allora io non sarei un esponente politico ».

IRIS BERBEN, attrice: Quale odore le ricorda l’infanzia?

«L’odore delle conifere e della paglia, e in autunno il profumo delle patate che venivano cotte a vapore».

Kerstin Greiner Tobias Haberl Robert Iwanetz

(Sueddeutsche Zeitung Magazin/la Repubblica)