Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  maggio 31 Giovedì calendario


Biografia di Giampaolo Minnucci

• Roma 24 gennaio 1967. Driver. Divenne molto famoso ai tempi di Varenne, col quale vinse tutte le prove più importanti del trotto (nel 2001, primo al mondo, Prix d’Amérique a Parigi, Gp Lotteria a Napoli, Elit Lopp a Stoccolma, Breeders Crown Open Trot negli Stati Uniti): «La cosa che mi colpì fu lo sguardo. Mai visto in tanti anni un cavallo con quegli occhi».
• «Io sarò sempre il guidatore del cavallo più forte al mondo e il ricordo mi aiuta nei momenti difficili. A casa ho attrezzato una stanza per rivedere le sue corse in compagnia degli amici, ma a volte anche da solo e ogni volta mi sembra di averle vinte la sera prima. Mi sono fornito di una specie di museo in cui custodisco i cimeli della sua gloriosa epopea».
• «Mio padre portava a spasso i turisti per Roma, con la “botticella”, con la carrozza trainata da un cavallo. Piazza Navona, il Colosseo: andavo con lui, poi la sera tornavamo alla stalla al Testaccio, vicino al mattatoio comunale. Mio nonno, Aurelio Francisci, era guidatore all’ippodromo di Tor di Valle. Bello, passavo ore con lui nelle scuderie: gli preparavo i vestiti, mettevo in ordine le giubbe, mi piaceva quel mondo, mi sentivo bene. Ero felice, dentro. Fin da piccolissimo. A scuola non mi piaceva andare. Ho lasciato presto, non ho preso nemmeno la terza media, ma non mi pento. Io non volevo studiare, per fare cosa, poi. Volevo salire sul sulky, volevo correre con i cavalli. Ci sono riuscito» (ad Andrea Galdi) [Rep 26/01/2002].
• Prima gara a 12 anni, una corsa di pony: «Il mio era bianco e nero, si chiamava Settebello. Andavo in giro per Trastevere con la “ghinghella”, la carrozzina a due posti. E portavo tutti i miei amici, gli facevo fare le scale del fontanone. Oggi ho 46 anni e anche la mia compagna Ilaria corre con i cavalli» [Mes 30/1/2013].
• Un matrimonio alle spalle, un figlio.