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 2012  maggio 30 Mercoledì calendario


Biografia di Valentino Gionta

• Torre Annunziata (Napoli) 14 gennaio 1953. Camorrista, boss del clan omonimo di Torre Annunziata (confederato, in rapporto di subordinazione, al clan Nuvoletta di Marano, referente in Campania della mafia siciliana). Detenuto dall’8 giugno 1985, al 41 bis.
• Ex picciotto del contrabbandiere di sigarette Michele Zaza, affiliato a Cosa Nostra, costituisce il suo clan dopo la sconfitta della Nuova Camorra Organizzata (cosiddetto “clan dei Valentini”). Attività principali: controllo del pesce, estorsioni, traffico di droga (acquistata a Milano o in Sicilia per 50 milioni di lire al chilo, veniva rivenduta a 75 milioni).
• Viene arrestato l’8 giugno 1985 in una tenuta di Marano, roccaforte dei Nuvoletta. Due giorni dopo Giancarlo Siani, corrispondente a Torre Annunziata per Il Mattino, in un articolo solleva il dubbio che l’arresto sia avvenuto a causa di un tradimento dei Nuvoletta medesimi. Il 23 settembre successivo (quattro giorni dopo avere compiuto il suo ventiseiesimo compleanno), il giornalista viene ammazzato, sotto casa, nel quartiere residenziale del Vomero. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva Angelo Nuvoletta, mentre Gionta (accusato di concorso morale, per avere rafforzato il proposito criminoso dei Nuvoletta), è stato assolto in via definitiva il 23 giugno 2004.
• Condannato per: associazione camorristica (tre volte), traffico di cocaina; corruzione (almeno due appalti di edilizia scolastica e rete fognante del Quadrilatero delle carceri, rione di Torre Annunziata, dove abitava lo stesso Gionta, nell’estate del 1990, valore di 33 miliardi il primo e 11 miliardi 800 milioni il secondo); concorso in estorsione ai danni dei grossisti del mercato ittico di Torre Annunziata, costretti a versare somme variabili tra i 2 e i 15 milioni (in Torre Annunziata negli anni 1985-86); ergastolo, per concorso nell’omicidio di Francesco Generoso (Boscotrecase,10 giugno 1984); ergastolo, per concorso nell’omicidio di Edoardo Di Ronza, già appartenente al suo stesso clan, poi collaboratore di giustizia (Torre Annunziata, 3 novembre 1989). Ritenuto anche responsabile per un episodio di scambio di voti, prosciolto poi perché il reato si era prescritto.
• Il figlio Aldo (classe 72), è detenuto anche lui al 41 bis dal 2008 (sta scontando due condanne per omicidio e tentato omicidio).
Ultime Il 17 ottobre 2011 la moglie, Gemma Donnarumma, è stata condannata per associazione mafiosa e per violenza privata (per avere obbligato le mogli di due pentiti camorristi, a fare pressione su di loro perché ritrattassero, con la conseguenza che le stesse chiesero la separazione e convocarano i giornalisti per renderlo noto).
Nel 2012 Gionta ha presentato reclamo al Tribunale di Sorveglianza, perché era venuto a sapere che in carcere, a Milano, non solo non gli avevano consegnato una lettera, ma neanche gli avevano detto chi gliel’avesse spedita, ed era la prima volta che gli capitava in vent’anni di detenzione al 41 bis (reclamo respinto, perché era stata rituale la comunicazione del provvedimento di censura) (a cura di Paola Bellone).