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 1927  novembre 06 Domenica calendario

Scandalo Torino: lo scudetto ’27 non verrà assegnato

• L’onorevole Leandro Arpinati, presidente della Figc, avvicinato a Bologna prima del match Italia-Austria (Coppa Internazionale, vittoria degli ospiti per 1-0) comunica che il calciatore juventino che ha venduto il derby costato al Torino la revoca dello scudetto del 1927 è il fortissimo terzino Luigi Allemandi, nel frattempo passato all’Inter, per cui si profila la squalifica a vita: incassate 25 mila lire prima della partita, avrebbe dovute incassarne altrettante a cose fatte, poiché secondo il dirigente granata dott. Nani si era impegnato troppo il saldo gli è stato negato, le sue proteste con lo studente d’ingegneria Giovanni Gaudioso, mediatore che viveva nel suo stesso pensionato, sono state ascoltate da un altro inquilino, per giunta giornalista della Stampa (proprietà degli stessi Agnelli che possiedono la Juventus) che ha scatenato lo scandalo con un articolo dal titolo “C’è del marcio in Danimarca” pubblicato sul quotidiano “Tifone” di Roma. Allemandi potrebbe non essere l’unico colpevole: i maligni fanno notare che nel derby del 5 giugno la punizione del granata Balacics (gol dell’1-1) era stranissimamente passata tra le gambe di un membro della barriera, l’altro terzino Virgino Rosetta, noto come il primo professionista del nostro calcio (è stato acquistato nel ’23 dalla Pro Vercelli, per aggirare le norme prende un ricchissimo stipendio da “ragioniere”). Assicurato che «ove altre responsabilità venissero alla luce, colpirò con la medesima fermezza», Arpinati comunica anche che lo scudetto non verrà assegnato al Bologna, squadra di cui è notoriamente tifoso, finito al secondo posto nel girone finale del 1927: «Il risultato dell’inchiesta è tale che ho riportato l’impressione precisa che talune partite di campionato abbiano falsato l’esito del campionato stesso. Il Bologna non avrà perciò il titolo tolto al Torino: il campionato 1926-27 non avrà quest’anno il suo vincitore. L’esempio servirà, ne sono certo, di monito, e varrà, mi auguro, a migliorare la situazione calcistica che è in questo momento di una delicatezza e di una gravità senza pari». [Sta. 8/11/1927]