7 dicembre 1998
Morte Taccola, Petrini: «Eravamo paurosamente bombati»
• Intervistato dal Corriere della Sera in una misteriosa località in cui si nasconde dai creditori, l’ex calciatore Carlo Petrini, nel 1966/67 al Genoa con Giuliano Taccola (calciatore morto negli spogliatoi dello stadio “Amsicora” di Cagliari il 16 marzo 1969) racconta: «Entrai in prima squadra il 6 gennaio 1965, Genoa-Pro Patria di serie B. Tuttavia i fatti strani arrivano nella stagione successiva [...] Perdevamo spesso e occorreva qualche soluzione per risalire in classifica. Allora qualcuno in società prepara le punture “rigeneranti”. Sono iniezioni di non so quali sostanze associate; il liquido prevalente, all’interno della siringa, è rosso acceso. Noi accettiamo le siringate durante la settimana e prima d’ogni partita. È per il bene del Genoa. Ricordo che nel ritiro di Ronco Scrivia le dosi aumentarono, ci iniettavano queste sostanze una volta al giorno. Ricordo Giuliano Taccola, bianco come un cencio e poi paonazzo al termine d’una partita di quel tormentato campionato. Era adagiato sul lettino dello spogliatoio e, tutt’intorno, noi compagni avevamo paura. Respirava a fatica. Giuliano, passato alla Roma, morì circa due anni dopo. Noi eravamo paurosamente bombati: al confronto, creatina e ormoni della crescita diventano caramelle». [Franco Melli, Cds 7/12/1998]