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 2002  novembre 03 Domenica calendario

Ciampi ai funerali senza il cerimoniale di Stato

Corriere della Sera, domenica 3 novembre 2002

(Campobasso) - Ventinove bare allineate sul grande spiazzo di terreno davanti a quel Palazzetto dello sport che per due giorni è stato camera ardente e che per sempre rimarrà il capannone più triste del mondo. Ventinove bare su un altare allestito in fretta. E intorno i parenti, che già da ieri hanno iniziato i preparativi ricoprendo le bare di fiori bianchi e giocattoli. Ci saranno gli altri abitanti di San Giuliano ed è previsto l’arrivo anche di gente dai paesi vicini, tanto che il piazzale del Palazzetto rischia di non riuscire a ospitare tutti.

Presenti anche le autorità, il presidente Ciampi, le più alte cariche dello Stato, i rappresentanti del governo, i leader dell’opposizione. E di fronte tre telecamere fisse della Rai per la diretta della cerimonia, vietata alla stampa. Oggi è il giorno dell’addio per i bimbi di San Giuliano di Puglia e per le tre donne morte durante il terremoto. Alle dieci del mattino sull’altare salirà il vescovo di Termoli, Tommaso Valentinetti: sarà lui, insieme a don Ulisse, il parroco del paese, a celebrare il rito funebre.

Sono stati i genitori dei bimbi a chiedere che i funerali si svolgessero davanti al Palazzetto dello sport. E il responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha accettato la loro volontà. Già da venerdì erano stati fissati, seppure non ufficialmente, il giorno e l’ora della cerimonia, restavano però dubbi sul luogo. Bisognava trovare uno spazio aperto perché, con l’attività sismica ancora in corso, qualunque altra soluzione sarebbe stata assolutamente da scartare. Escluso il campo di calcio, dove c’è la tendopoli, non restava però granché. Anzi, restava solo il terreno intorno al palazzetto. E la richiesta dei genitori ha spazzato i dubbi residui: «Abbiamo deciso di rispettare alla lettera ciò che ci viene chiesto dai familiari delle vittime - spiega Bertolaso -. Ora stiamo organizzando le cose nel miglior modo possibile. C’è stato un incontro con i rappresentanti del cerimoniale di Stato (per la presenza del presidente Ciampi, ndr) e con il parroco, che è il portavoce delle famiglie. È lui a trasmetterci le indicazioni alle quali ci atterremo rigorosamente».

Ci sarà il capo dello Stato, ma non ci sarà alcun cerimoniale di Stato. Il presidente Ciampi ha seguito la tragedia sin dal primo momento, ha parlato al telefono con il sindaco di San Giuliano, e ieri, avvicinato dai giornalisti a Livorno, ha confermato la sua presenza ai funerali e ha detto di provare «sgomento e pietà» per i familiari delle vittime. Poi ha aggiunto che contro i terremoti «occorre insistere sulla prevenzione. Ma la prevenzione, purtroppo, non ci garantisce e non ci potrà mai garantire da questi disastri».

Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha anticipato il rientro dall’Iran, dove era in visita, per essere presente stamattina in Molise. Con lui ci saranno il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, i ministri Giuseppe Pisanu e Maria Letizia Moratti in rappresentanza del governo, e, per l’opposizione, Piero Fassino e Francesco Rutelli. «Mi aspetto che dal dibattito parlamentare di lunedì emerga quel senso di unità nazionale e di compattezza che ci deve essere in momenti come questo – ha detto Casini –. Un grande Paese si riconosce anche dalla capacità di reagire insieme e di evitare inutili e sterili polemiche». Rutelli ha chiamato il capo dello Stato a rappresentare l’unità del Paese: «Ho detto al Presidente che domani, davanti a quelle piccole bare, egli rappresenterà l’unità della Nazione. Ciampi è l’effigie di uno Stato partecipe di un dolore enorme e capace di essere severo verso ritardi e omissioni che possano essere all’origine di tanto lutto».

Anche la Conferenza episcopale italiana (che ha stanziato due milioni di euro per i primi soccorsi in favore delle famiglie terremotate) sarà presente oggi a San Giuliano di Puglia. A rappresentarla il segretario generale, monsignor Giuseppe Betori. E intanto, ieri, padre Antonio Rungi, teologo moralista della Campania, ha lanciato un appello al Papa affinché proclami beati i ventisei bambini morti nel crollo della scuola.

Fulvio Bufi