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 1997  settembre 26 Venerdì calendario

Il terremoto di Assisi

• Morti: 11. Feriti: più di cento. Senzatetto: 32 mila. Case danneggiate: 80 mila. Scala Richter: 5.8. Scala Mercalli: IX. (Dati al 26 marzo 1998).   

• Alle ore 2.33 una scossa di terremoto colpisce Umbria e Marche.  Due anziani coniugi ultraottantenni, Francesco e Maria Ricci, muoiono sotto le macerie della propria casa. I loro corpi sono stati trovati abbracciati, sdraiati sull’antico letto in ottone. Le loro teste incastrate fra i calcinacci e la spalliera.  

• Alle 11.42 un’altra scossa, più forte di quella notturna (6,1 Richter), uccide altre nove persone, di cui quattro all’interno della Basilica di San Francesco (crolla una volta della Basilica superiore di San Francesco). Tra le vittime del terremoto ci sono due frati (Zazislaw Borowec, 25 anni, postulante polacco, e Angelo Api, 48 anni, postulante italiano) e due tecnici (Claudio Bugiantella, 45 anni, e Bruno Brunacci, 41 anni). Anche gli affreschi di Cimabue sono andati perduti.

• A Bastia Umbra i morti sono due: Bruno Cistellini, di crepacuore, e la Rosignoli, morta perché inciampata mentre fuggiva di casa. A Fabriano un cornicione è crollato sulla testa di Agnese Ciccacci, pensionata, mentre camminava per strada. Nello Re, 71 anni, di Pieve Torina, è morto poco dopo essere estratto vivo dalle macerie della sua casa. L’ultima vittima, l’undicesima, pare sia morta d’infarto. Era un uomo di Foligno. Aveva 75 anni.

• Centri colpiti: Colfiorito, Verchiano, Foligno, Sellano, Nocera Umbra, Assisi, Serravalle di Chienti, Camerino, Bastia Umbra, Fabriano. Distrutte numerose frazioni del comune di Foligno e altri centri; gravi danni alle città, soprattutto alle bellezze artistiche.

• Sul posto arrivano duemila soccorritori della Protezione civile. La Difesa ha inviato 300 militari, un ospedale e cucine da campo. Sono venti le pattuglie della polizia stradale che permettono l’accesso alla zona colpita solo ai mezzi di soccorso. Oltre 200 gli inviati dalle forze dell’ordine, impiegati anche a presidiare i monumenti danneggiati per evitare forme di sciacallaggio. Circa 12 le tendopoli approntate sia in Umbria che nelle Marche e 900 le roulottes messe a disposizione per i terremotati. [Cds, Rep. e Sta. 27/9/1997]

• I crolli di Assisi sono ripresi in diretta da Tv Roma. Giuliano Galli scrive sul Cds: «Muoiono paesi minuscoli e case antiche fatte di sassi, si trasformano in polvere affreschi che fanno parte della storia, crollano i campanili, si sgretolano le strade tracciate dai romani. E il cuore della Penisola è in ginocchio, attonito. Migliaia e migliaia di infelici si aggirano tra le macerie». [Gallo Giuliano, Cds 27/9/1997]

• Oltre ad aver per sempre cancellato l’affresco di Cimabue, il terremoto ha danneggiato seriamente altri due affreschi di Giotto.

• Giuliano Gallo sul Cds: «A Foligno è lesionato l’ospedale, una parte del quale risale al 1.400, gravemente danneggiata la cupola di San Feliciano, crollo parziale del campanile del comune, crollo del campanile della cattedrale. A Bevagna lesionata la cattedrale, a Orvieto danni al Duomo. A Pieve Torina Santa Maria Assunta inagibile, crollo del campanile di San Michele. A Casavecchia seri danni alla chiesa di Sant’Oreste, a Ussita Palazzo comunale inagibile, a Montecavallo Palazzo comunale inagibile, a Nemi lesionata Santa Maria e Madonna del soldato. A Castello lesionata la chiesa Vico di Sopra, a Fiordimonte danni a villa von Hoehenstaufen, a Fabriano gravi danni al Duomo, crollo della facciata di San Biagio e San Romualdo, inagibile la sede del Comune, danni allo storico teatro Gentile. A Urbino vistose crepe sulla facciata del Duomo, chiuso per precauzione Palazzo Ducale, dove tuttavia non si segnalano danni. A Pergola crollo del campanile di una chiesa di campagna. A Rieti lesionato il campanile dell’ex chiesa di San Donato». [Gallo Giuliano, Cds 27/9/1997]

• Restano chiuse al traffico normale, ma aperte per i mezzi di soccorso, la statale 298 Eugubina al chilometro 11,700 nei pressi di Gubbio, la statale 77 a Serravalle e a Casenuove e la 209 Valnerina, tra il chilometro 62,400 e il 67. Nessun problema invece per la Orte-Perugia e la Flaminia, che restano aperte a tutto il traffico. [Gallo Giuliano, Cds 27/9/1997]