25 ottobre 1998
Tags : Tutti gli anni del Motomondiale
Moto, a Capirossi il titolo della 250
• Sebbene squalificato per “comportamento antisportivo” dai commissari del Gran Premio d’Argentina, ultima prova della 50ª edizione del motomondiale, Loris Capirossi (Aprilia) vince il titolo della 250. Tutto si decide all’ultimo giro: Capirossi è al comando con quasi un secondo di vantaggio sul giapponese Tetsuya Harada e Valentino Rossi (tutti Aprilia), la conquista del titolo sembra ormai certa, ma commette un errore e viene superato da Rossi, che va a vincere il Gp. Ritenendo di essere più veloce nella seconda parte del tracciato di Buenos Aires, a metà giro Capirossi lascia passare Harada, anche se con quelle posizioni il titolo andrebbe al giapponese per il maggior numero di successi. All’ultima curva l’emiliano, che per la terza volta sta per perdere un campionato del mondo quasi vinto, s’infila ad una velocità esagerata in uno spiraglio lasciato aperto dal rivale, che toccato perde il controllo e cade sul prato. A gara conclusa, nonostante il veto dell’Aprilia, Harada presenta un reclamo che viene accolto. Capirossi perde il 2° posto nel Gp ma non il titolo: «Io il campionato l’ho vinto dopo un anno di sacrifici. Delle polemiche non mi interessa nulla perché già fra un paio di giorni tutto sarà dimenticato e sull’albo d’oro ci sarà il mio nome. Harada non ha i punti per discutere. Poi, ha commesso l’errore di lasciarmi lo spazio all’interno. Con un campionato del mondo in gioco non si possono lasciare perdere certe occasioni». Nella 125 Gp al giapponese Tomomi Manako (Honda), titolo al connazionale Kazuto Sakata (Aprilia). Nella 500 Gp e quinto titolo consecutivo per l’australiano Michael Doohan, la classifica vede ai primi cinque posti altrettanti piloti Honda, la piazza d’onore va a Max Biaggi, vincitore il 5 aprile all’esordio nella classe regina (Gp del Giappone) e in testa al mondiale fino a tre prove dalla fine (fatale la bandiera nera subita Barcellona il 20 settembre per non essere rientrato ai box a scontare una penalità). [Giancarlo Falletti, Cds 26/10/1998]