19 marzo 1952
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Il terremoto di San Giuseppe
• Morti: 2. Scala Richter: 5,9. Scala Mercalli: VIII.
• Alle ore 8.13 una prima scossa colpisce i comuni di Santa Venerina (Linera, Bongiardo, Dagala, Cosentini e Maria Vergine), quello limitrofo di Zafferana Etnea (Pisano e Fieri) ed il vicino borgo di Santa Maria Ammalati (Acireale). Alle ore 9.14 si succedono due forti scosse che seminano il panico: le persone che corrono per strada senza sapere dove andare e soprattutto cosa fare gridano “Al terremoto, al terremoto” e tutta la gente nelle varie chiese, che cerca disperatamente di uscire all’aperto seguendo l’istinto primordiale di sopravvivenza, spinge e schiaccia chiunque si trovi davanti l’uscita. I carabinieri di Santa Venerina e Zafferana Etnea cercano di estrarre i corpi dei sepolti sotto le macerie. I feriti, invece, vengono subito inviati con dei carretti nell’Ospedale di Acireale (18 persone) ed in quello di Giarre (l9 persone). Una quarantina di feriti meno gravi a Linera e una decina di Santa Venerina sono medicati in loco. [Antonio Patané, Il terremoto di San Giuseppe del 19 marzo 1952]
• Le due vittime sono: Sebastiano Russo, 39 anni, di Linera, e Salvatore Rapisarda, 14 anni, di Bongiardo. Antonio Patané: «Il Russo si trovava ancora in casa e alla prima scossa ha cercato di scappare fuori ma è stato colpito in piena testa da alcune pietre dell’architrave. Muore mentre lo portano all’ospedale di Acireale. Il Rapisarda, invece, viene travolto da un grande cumulo di pietre in contrada Princessa di Bongiardo mentre in bicicletta tornava con un parente da Zafferana». [Antonio Patané, Il terremoto di San Giuseppe del 19 marzo 1952]