31 luglio 1883
La Gazzetta Piemontese, martedì 31 luglio 1883 Casamicciola, 30. L’esercito è, come sempre, superiore ad ogni elogio
La Gazzetta Piemontese, martedì 31 luglio 1883
Casamicciola, 30. L’esercito è, come sempre, superiore ad ogni elogio. Ricevemmo calce ed acido fonico. I cadaveri già vanno putrefacendosi; il calore facilita la decomposizione.
Napoli, 30. Un manifesto del sindaco invita la popolazione a versare soccorsi nella Cassa municipale.
Roma, 30. Il Papa mandò per le vittime L. 20.000.
Casamicciola, 30. È impossibile dare audio approssimativamente la descrizione della condizione dell’isola. Casamicciola è letteralmente crollata. Una sola casa dicesi sia rimasta ritta. La rovina è generale. Le vie sono sparse di cadaveri. Una lunga fila di gente disperata, demente, chiama i parenti morti. Fra i cadaveri osservansi corpi di donne elegantemente vestiti, ma irriconoscibili. Calcolasi che i morti ascendano a tre mila, cifra presumibilmente esatta. La desolazione è generale. Nella seduta del Consiglio comunale di ieri il sindaco di Torino conte Di Sambuy, accennando alla sciagura che ha colpito gli abitanti d’Ischia, ha comunicato che verrà pubblicato un manifesto del Municipio con cui si fa appello alla carità torinese per venire in soccorso ai danneggiati del terremoto. A questo stesso scopo è stata istituita una Commissione composta di distinti cittadini, la quale fungerà da Comitato per raccogliere e distribuire i soccorsi. Il sindaco, d’accordo colla Giunta, ha inoltre dato ordine alla Tesoreria municipale perché venisse spedito di stasera medesima un vaglia telegrafico di L. 5.000 da servire ai più urgenti bisogni. Questa somma è anticipata sui proventi delle pubbliche sottoscrizioni, salvo ulteriori disposizioni. Il Sindaco di Torino ha pubblicato il seguente manifesto: «Concittadini! Una immensa sciagura ha colpito i nostri fratelli meridionali. Casamicciola era poche ore fa una stazione balneare rigogliosa e popolata; è in questo momento uno spaventevole mucchio di rovine, dalle quali si astraggono a migliaia i morti od i feriti. Dell’orrendo disastro Governo e Popolo procurano di alleviare i danni con pronti aiuti ed energici provvedimenti. Torino vuol essere fra le prime città di Italia a dare in tanto lutto la sua prova di simpatia e solidarietà ai disgraziati abitanti dell’isola d’Ischia. La Giunta ha pertanto formato un Comitato di soccorso composto dai signori: Arcozzi Masimo comm., avv. Luigi, assessore municipale. Bottero dottor Giovanni, direttore della Gazzetta del Popolo. Caiani marchese Aristide, direttore della Gazzetta di Torino. Corradini ingegnere. Crodara Visconti comm. generale Paolo. Fenoglio-Enrici barone Vincenzo. Ferrero marchese Cesare. Gonella avvocato Alberto. Lanza Ferdinando. Margotti teologo Giacomo, direttore della Unità Cattolica. Pateri comm. prof Filiberto, assessore municipale. Rey comm. Luigi, assessore municipale. Houx avv. Luigi, direttore della Gazzetta Piemontese. Scala avv. Stefano, direttore del Corriere di Torino. Accorrete Torinesi e portate a questo Comitato l’obolo vostro perché tutti sappiano che non è vana parola quella che lega in un sol patto i fratelli di Italia. Addi 30 luglio 1883 Per la Giunta. Il Sindaco: Di Sambuy.