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 1887  febbraio 23 calendario

Il terremoto di Diano Marina

• Morti: 664. Feriti: 1.000. Senzatetto: 100 mila. Danni: per 20 milioni di lire. Scala Richter: 6,5. Scala Mercalli: X. [Solbiati-Marcellini 1983]   

Diano Marina. Alle 6.22 una fortissima scossa di terremoto ondulatorio circolante, durata 10 secondi, ha distrutto la riviera ligure. In molti sono fuggiti dalle case. Il mare è cresciuto di un metro. [Eva, 1997]. Gli edifici crollati in tutta la zona sono innumerevoli. A Diano Marina non si contano morti e feriti. Sono troppi. La popolazione dei villaggi è terrorizzata. Si riscontrano grandi frane di terra e lunghi smottamenti; i massi caduti ingombrano le strade.  


Porto Maurizio. A Porto Maurizio un morto e otto feriti. Anche qui il mare è cresciuto di un metro.    


Oneglia. A Oneglia in 23 sono stati estratti dalle macerie: sei morti (di cui un soldato). I feriti sono 25 feriti, fra cui 10 soldati e tre carabinieri.  

Alvissola. Ad Alvissola i morti sono due.   

Noli. Si contano 15 morti e i feriti sono centinaia.  


Altri villagi. A Finalmarina, Loano, Pietra Ligure, Borgio Verezzi ed in altre località le scosse sono state fortissime. I primi treni ferroviari partiti questa mattina da Genova e da Sanremo sono bloccati dalle frane e dai rottami delle case. [http://matera.voila.net]  

Savona. A Savona i morti sono 11. Le autorità civili e militari si adoperano a sollievo delle famiglie povere. Il panico è generale. I negozi sono chiusi. I membri del Municipio e il sottoprefetto sono radunati nel giardinetto pubblico.  


Torino. Alle 6.20, nello spazio di 17 secondi, la terra trema tre volte: la seconda è più potente delle altre due. Alle 6.31 altre due leggere scosse, per una durata complessiva di 9 secondi. Alle 8.55 un’altra. A Torino tremano le finestre, suonano le campane e la gente scende in strada e trova in terra interi camini venuti giù, tegole e vetri. 


Alessandria. Alle 6.24 una scossa di terremoto di almeno 12 secondi ha fatto tremare Alessandria. Non ci sono vittime ma i  cittadini si sono spaventati. L’orologio della piazza municipale si è fermato. 


Genova. Verso le 6.30 una forte e prolungata scossa ha costretto la gente a scendere in strada. Molte le crepe sugli edifici. In piazza Carlo Felice un vaso di fiori è caduto dal cornicione di un’abitazione. Vittime. 


Milano. Alle 6.23 due forti scosse di terremoto sussultorio con accenno vorticatorio: la prima dura 15 secondi, l’altra 7. Dall’Osservatorio fanno sapere che sono 20 anni che non si verifica una scossa simile. 


Nizza. A Nizza tutti i magazzini sono chiusi, gli affari sono sospesi. Le comunicazioni telegrafiche con la Corsica e l’Italia, in quattordici località e dipartimenti, sono anch’esse sospese. A Mentone i danni sono considerevoli, parecchie case sono crollate, anche la caserma della gendarmeria è distrutta, ci sono morti e feriti.


Monte Carlo. A Monte Carlo ci sono parecchi feriti gravemente. Le comunicazioni con Nizza sono state interrotte per tutta la mattina. Il panico continua. [Sta. 23-28/2/1887; Gdp  23-28/2/1887]