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 2012  febbraio 28 Martedì calendario

Enti locali in rivolta contro la tesoreria unica

• Il nuovo problema del decreto liberalizzazioni riguarda la tesoreria unica. Dice l’articolo 35 che tutti gli enti locali, ma anche le università e le asl, devono trasferire dalla propria tesoreria a quella nazionale il 50% delle risorse che hanno in cassa e che di solito affidano alle banche per guadagnare qualcosa con il tasso di interesse. Il trasferimento forzoso verso Roma dovrebbe durare fino alla fine del 2014 e, secondo i calcoli del governo, porterebbe alla tesoreria unica una liquidità aggiuntiva di 8,6 miliardi di euro. Così lo Stato potrebbe ridurre la quantità di titoli del debito pubblico da mettere sul mercato, con un risparmio stimato in 620 milioni di euro nei prossimi tre anni. Fino a pochi giorni fa sembrava che a protestare fosse solo la Lega. Il fronte del no, però, si è rapidamente allargato. Sono intervenuti il presidente dell’Associazione dei Comuni, Graziano Delrio, delle Regioni, Vasco Errani, e delle Province, Giuseppe Castiglione. E alla fine il governo ha deciso di mediare. Due le ipotesi prese in considerazione: ridurre la durata dell’«esproprio» da tre a due anni; oppure rendere più graduali le tappe del trasferimento dei fondi verso la tesoreria unica. [Salvia, Cds]

• Ieri mattina il Governatore Luca Zaia si è rivolto al Tar per impedire che la banca che fa da tesoriere al Veneto trasferisca entro domani a Roma metà della liquidità di cassa: «Unicredit non può mandare i soldi a Roma senza la nostra autorizzazione. Adesso vediamo cosa succede dopo la diffida. Dovremmo trasferire 8 miliardi di euro. Sono soldi investiti che fanno girare le 600mila imprese del Veneto. Cosa succederebbe se il governo chiedesse alle banche di trasferire a Roma il 50% dei depositi dei cittadini. Sono soldi nostri. Spero che tutti gli enti locali ci seguano, dobbiamo costruire una falange macedone contro Roma». [Poletti, Sta]