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 2012  febbraio 28 Martedì calendario

L’ultima telefonata di Abbà alla Radio

•  Ecco l’ultima telefonata tra Abbà e Radio Blackout, riportata dalla Stampa:
Speaker: «Andiamo in diretta dalla Clarea, sentiamo cosa sta accadendo. Ciao Luca. Come va?».
Luca Abbà - «E guarda... io sono appena arrivato ora. C’è un dispiegamento di poliziotti in assetto antisommossa intorno alla baita. Una ventina di persone fermate e io mi sono arrampicato sul traliccio. Adesso stanno salendo per venirmi a prendere. Io sono sul traliccio proprio di fronte alla baita. Sono riuscito a sfuggire ai controlli e mi sto arrampicando. Si stanno organizzando per salire con le corde e quindi... boh... cerchiamo di fargliela trovare lunga anche in questa maniera qua. Io sono qua. Sono pronto e disponibile ad appendermi ai fili della corrente, se non la smettete, ok? adesso vediamo come si evolve... La zona è tranquilla. Non ci sono tensioni. Non vedo violenze, però c’è ovviamente un dispiegamento eccezionale. Io sono qua aggrappato e sono riuscito a svicolare da decine di poliziotti che mi guardavano attoniti. Ce l’ho fatta a fargliela sotto il naso un’altra volta. Adesso vediamo come si sviluppa. Sono arrivato, mi sono fiondato sul traliccio. Sono qua a dieci metri d’altezza, all’altezza dei cavi elettrici. Vedo sotto i rocciatori che si stanno preparando con le corde. Vediamo un po’ quanto riesco a resistere. In qualche modo cercherò di fargliela trovare lunga, io spero. Adesso l’invito, io direi, è quello di venire qui a far pressione, perché è ancora gestibile, quindi se dovessero, potessero venire qua decine, centinaia di persone... adesso attacco perché sta salendo un rocciatore devo attrezzarmi per difendermi».
- «Ok non ti fare male... ciao Luca!».

• Appena si è saputo dell’incidente di Abbà, tra i No Tav è cominciata a circolare la voce che fosse stata la polizia a farlo cadere. Da Trento a Napoli sono stati improvvisati cortei e proteste. Tanto si è alzato il livello del possibile scontro che il presidente della comunità montana, Sandro Plano, ha scritto un telegramma (inascoltato) al prefetto di Torino: sospendere gli espropri per allentare la tensione. Già a mezzogiorno la valle di Susa era paralizzata, con centinaia di dimostranti a bloccare l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia e le statali 24 del Monginevro e 25 della Val di Susa. [Fasano, Cds] Lele Rizzo, portavoce del centro sociale Askatasuna, uno dei pilastri del movimento No Tav, ha reagito con rabbia: «Sabato scorso abbiamo manifestato in maniera pacifica e non violenta, come piace a tutti. In cambio abbiamo ottenuto un esproprio che è un abuso, eseguito nel modo più illegale e infame possibile. Siamo stati bravi, la ricompensa è questa. Evidentemente è colpa nostra, non siamo stati abbastanza incisivi. Ma adesso le cose cambiano, e non per nostra volontà». [Imarisio, Cds]