Rassegna, 27 febbraio 2012
G20: niente soldi al Fmi
• La riunione del G20 a Città del Messico è finita ieri con assicurazione di massima vigilanza sui rincari del prezzo del petrolio, promesse per sostenere crescita e occupazione e richiesta all’Europa di rafforzare il fondo salva-Stati da 500 miliardi entro fine marzo. Il Fmi non ha avuto nuovi fondi per le emergenze perché Stati Uniti e Gran Bretagna vogliono che prima l’Unione europea aumenti le sue difese. [Polidori, Rep]
• A Città del Messico la delegazione italiana era guidata dal viceministro all’economia Vittorio Grilli, accompagnato dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. [Polidori, Rep]
• Sul G20 di Città del Messico scrive la Mastrobuoni sulla Sta che «un rumors rilanciato da Reuters parla addirittura di un piano di aiuti da 3.000 miliardi di dollari che sarebbe in preparazione nel consesso del G20, da presentare entro aprile per combattere la disoccupazione e stimolare lo sviluppo anche perché, si legge nel comunicato finale, “nelle economie più avanzate la crescita è ancora debole”. E il presidente della Bce, Mario Draghi, ha aggiunto che “in molti Paesi Ue è più tutelato il lavoro dei lavoratori”. Bisogna ricordare che il Fondo monetario internazionale si è impegnato già, attraverso la sua direttrice francese, Christine Lagarde, a trovare 1.000 miliardi di dollari in due anni (circa 600 miliardi aggiuntivi) per far fronte ai bisogni dei Paesi in difficoltà, con l’occhio rivolto in primo luogo alla crisi europea e sfidando i malumori dei Paesi emergenti. Peraltro, per il secondo pacchetto greco l’Fmi non contribuirà più con un terzo della somma (come per il primo pacchetto da 110 miliardi di euro nel 2010) ma comunque con un decimo (circa 13 miliardi di euro), probabilmente. La decisione sarà presa nella seconda settimana di marzo».