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 2012  febbraio 27 Lunedì calendario

Fornero:  «Sulla flessibilità Marchionne ha ragione. Faremo la riforma anche da soli»

• Elsa Fornero si trova a New York per il meeting dell’Onu contro le mutilazioni genitali femminili, ma con Rampini (Rep) parla dell’Italia e della riforma del lavoro. I brani più interessanti dell’intervista: «L’Italia ha il paradosso di stipendi bassi e costo del lavoro alto, per due ragioni. Una è la pressione fiscale, quindi la differenza tra salario netto e lordo che è maggiore rispetto ad altri Paesi. Un’altra è la produttività, che incide sul costo del lavoro per unità di prodotto. Certo, se l’impresa lesina gli investimenti, la produttività perde terreno rispetto ad altri Paesi. A questo c’è chi risponde come Sergio Marchionne: datemi la stessa flessibilità che ho negli Stati Uniti e investirò di più (…) Marchionne è uno che rompe gli schemi, a volte in maniera anche troppo decisa. Il tema che pone è reale: vogliamo che l’Italia rimanga una delle grandi nazioni produttrici di auto? Lui afferma che senza una nuova organizzazione del lavoro non è possibile. Come ministro del Lavoro, devo vigilare che la flessibilità non contenga elementi di discriminazione. Un esempio relativo alle donne, che voglio verificare: tra le assenze ingiustificate non può figurare l’assenza per maternità, non la si può penalizzare (…) Noi ci impegniamo nella ricerca di una soluzione condivisa, la disponibilità al dialogo è autentica. Sono pronta a cambiare opinione, per esempio sulle “associazioni in partecipazione” tra lavoratori, dove sembra prevalere l’abuso e la mancanza di tutele del lavoratore. Sarei felice di portare a casa una buona riforma del lavoro con l’accordo di tutte le parti sociali. Ma un governo tecnico guarda a tutta l’Italia, comprese quelle componenti non rappresentate dalle parti sociali. Se l’accordo non si riesce a trovare, il governo tecnico ha il dovere di andare avanti, fermo restando che l’ultima parola spetterà al Parlamento».