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 2012  febbraio 23 Giovedì calendario

Minacce contro Caselli, clima sempre più pesante

• Dopo il dibattito a Milano annullato per minacce e la guerriglia a Genova sempre alla presentazione di un suo libro, Gian Carlo Caselli si è accorto che intorno a lui sono aumentate le misure di sicurezza: «Vivo con la scorta dal 1974, quando mi fu assegnata l’inchiesta sul sequestro del magistrato genovese Sossi, accusato di avere le manette troppo facili. Per regola non chiedo mai spiegazioni alla scorta. Loro fanno il loro mestiere, rischiano, più di una volta in questi anni mi hanno salvato la vita. Da qualche settimana ho notato che hanno rafforzato le misure di sicurezza. Lo capisci da come si muovono, dalle precauzioni che prendono. Certe volte sono particolari banali, un accorgimento in più, un dettaglio che prima non veniva curato. Dopo tanto tempo si fa l’occhio anche ai minimi cambiamenti. Io non chiedo niente, ma vedo». [Griseri, Rep]

• «Era capitato che don Luigi Ciotti aveva organizzato un dibattito sulla mafia con un francescano di Corleone. Mi aveva chiesto di partecipare. La scorta era preoccupata. Poi, con professionalità quasi spietata, tutto era stato organizzato nei dettagli. Mi fecero sdraiare sul sedile posteriore di un’auto e mi nascosero con una coperta come un sequestrato. Caricarono l’automobile su una bisarca, uno dei camion che portano le vetture dai concessionari. E con quella arrivammo alle porte di Corleone. Contro ogni previsione entrai nella sala del dibattito. Fu un gesto importante. Voleva dire che anche a Corleone non si poteva imporre allo Stato di tacere. Ero arrivato in modo rocambolesco ma ero riuscito a parlare. Capisce?» (Gian Carlo Caselli). [Griseri, Rep]