Rassegna, 22 febbraio 2012
Marcegaglia contro i sindacati: «Difendono i fannulloni e i ladri»
• Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, al convegno di Federmeccanica di ieri a Firenze, c’è andata giù pesante con i sindacati. Alcune frasi del suo discorso: «Non vogliamo abolire l’articolo 18, la reintegra deve rimanere per i casi discriminatori. Ma vogliamo poter licenziare le persone che non fanno bene il loro mestiere. Una maggiore flessibilità in uscita aiuterebbe le imprese, rendendo il mercato più fluido. Si tratta di una questione che va portata avanti e sarebbe interessante su questo avere con noi tutto il sindacato riformista. Non vogliamo un sindacato che protegge gli assenteisti cronici, i ladri, i fannulloni». Poco dopo si è corretta, dicendo: «Nessuna mancanza di fiducia e rispetto nei sindacati confederali. Va tuttavia rimarcato che a volte l’articolo 18 diventa un alibi dietro il quale si possono nascondere dipendenti infedeli, assenteisti cronici e fannulloni». Ormai la polemica era scoppiata. Susanna Camusso ha definito le parole della Marcegaglia offensive, Raffaele Bonanni è stato ancora più duro: «È come quando uno di noi dice che ci sono gli imprenditori che sono tutti delinquenti, che sono tutti impegnati a prendere il sangue dalla gente; ma questo non è utile. Oggi più che mai bisogna avere un linguaggio responsabile, e se bisogna fare qualche chiosatura su qualcosa, è meglio essere precisi: stavolta la Marcegaglia non è stata molto precisa». Duro anche Antonio Di Pietro: «Se vuole cercare i ladri cominci a guardare in casa sua, cioè ai molti imprenditori che fanno parte di Confindustria e che hanno avuto ruoli importanti nella realizzazione di quella Tangentopoli scoperta con Mani Pulite». [Amabile, Sta]
• « (…) In realtà Marcegaglia ha detto finalmente quello che pensa una parte significativa degli imprenditori italiani: bisogna evitare che siano i giudici a decidere se un lavoratore licenziato ha diritto di continuare a lavorare. Quella, tranne casi di evidente discriminazione, è una prerogativa che deve spettare all’azienda. Un principio che potenzialmente finisce per rendere temporanei anche i contratti a tempo indeterminato (…)». [Griseri, Rep]