22 febbraio 2012
Tags : Ondina Valla (Trebisonda)
Il “battesimo” contro il Belgio
• Ondina si mise in evidenza fin dalla quinta elementare: «Avevo l’agonismo nel sangue, a 11 anni ero la ragazzina bolognese che saltava più in alto di tutte, a 14 ero già in nazionale. Altri tempi, nessuna specializzazione, facevo tutto: 100 metri, 80 ostacoli, alto, lungo e staffetta, 5 gare per dare punti all’Italia, una fatica enorme e non si guadagnava una lira». Divenne “Ondina” nel 1930, durante una sfida Italia-Belgio, ribattezzata dalla capitana azzurra Marina Zanetti. Nel ’32 sarebbe dovuta andare all’Olimpiade di Los Angeles: «Ma ero l’unica donna, mi dissero che avrei creato problemi, su una nave piena di uomini... La verità è che il Vaticano era decisamente contrario all’atletica femminile, e già nel ’31, per noi, tirava un’aria decisamente brutta. Per fortuna, il fascismo fece di testa sua e nel ’36 ci spedì a Berlino».