22 febbraio 2012
Tags : Ferdinando Terruzzi
In coppia con Coppi
• Tra i suoi ammiratori Fausto Coppi, che lo riteneva in grado di «pedalare perfino sui bordi di una vasca da bagno», nel 1952 Terruzzi affiancò il campionissimo in una Sei Giorni parigina: «A lui davano tre milioni e mezzo di franchi, a me ottocentomila. Noi seigiornisti puri, noi uomini di pista, stavamo agli stradisti di fama come il teatro sta al cinema. Dormivamo tre ore per notte, e alloggiavamo tutti nelle camerette dell’impianto, mentre Coppi riposava in albergo: quelli come lui avevano una clausola speciale nei contratti. Ero coppiano, ma Fausto alle Sei Giorni veniva per gli ingaggi, non per battere tutti. Così se vincevamo, vinceva Coppi col suo coéquipier, se perdevamo, perdeva Terruzzi che era lo specialista. Quella volta a Parigi finimmo quarti e la “Gazzetta” scrisse: “Peccato che Terruzzi non abbia tenuto l’ultima ora di corsa”. Una bugia che mi fece piangere, strappai il giornale in cinquanta pezzi dalla rabbia».