Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

Le frenate col naso e il povero Palle Likke

• Terruzzi divenne noto per l’abitudine di usare il naso come un freno, «arrotino di se stesso tra il raccapriccio e la stupita ammirazione della gente» (Fiumi): «Lo facevo per lo spettacolo, dopo uno sprint di rimonta, quando ero sicuro d’essere primo. Qualche volta il naso sanguinava, ma era diventato come un gioco. Poi è venuto un foruncolo propriò lì e mi son dovuto operare. Ma io ero così, un po’ matto: show o competizione, mi prendevo tutti i rischi, perché questa è la legge della pista. Se ti vedono spericolato ti temono e ti lasciano passare. Eravamo come i cani  che sentono quando uno ha paura». A volte, in vantaggio nello sprint, all’altezza dell’ultima curva poggiava il petto sul sellino, allungava le gambe all’indietro e arrivava al traguardo senza le mani sul manubrio: «Un giorno tentò di imitarmi il danese Palle Likke, ma si strizzò i genitali sul sellino, cadde sulla pista e non ci riprovò più».