22 febbraio 2012
Tags : Agostino Straulino
Il no alla Coppa America
• Passato alle “5,50” con Bruno Petronio e Massimo Minervini, Straulino fu quarto ai Giochi di Tokyo (1964, Enoshima Sagami), rifacendosi l’anno dopo col titolo mondiale. Nella parte finale della carriera si dedicò alle regate d’altomare, vincendo nel 1973 al timone di Ydra la One Ton Cup (il top della vela quando la Coppa America sembrava impossibile per noi italiani) e la Giraglia: «Campione del mondo anche in quella classe con il famoso Kerkyra di Marina Bulgari, andò a regatare a Auckland quando la città neozelandese era ancora un paesone e nessuno immaginava che un giorno sarebbe diventata la capitale della Coppa America. Da militare tutto d’un pezzo, Tino Straulino rimase poi fuori proprio dalla Coppa America, dai suoi miliardi, dai suoi vorticosi sponsor e fu un peccato perché avrebbe portato stile e compostezza in un ambiente che sta diventando un po’ troppo rutilante» (Marincovich).