22 febbraio 2012
Tags : Agostino Straulino
Quasi cieco per la caccia alle mine
• Individuati i bersagli, Straulino & C. si immersero di notte con un autorespiratore che aveva non più di 15 minuti di autonomia e nuotando in superficie raggiunsero i bersagli, attaccarono le cariche esplosive e tornarono indietro a nuoto. Rientrato in Italia, Straulino fu mandato a sminare porti. Bontempelli: «Nel 1946, nel corso dei lavori di sminamento del porto di Taranto, un’esplosione lo ferisce gravemente rendendolo cieco per alcuni giorni. Lentamente riprende, anche se solo parzialmente, l’uso della vista. Sembra impossibile che possa navigare ancora, ha 32 anni e pochissime ragioni per essere ottimista. Una di queste, però, è la pace, che rende di nuovo possibili le favole. Si sente un ex velista e non chiede privilegi. Torna a lavorare e dopo il suo turno riprende ad allenarsi, sempre più spesso di notte».