22 febbraio 2012
Tags : Attilio Pavesi
Olimpionico nonostante una secchiata
• Dilettante tra i più apprezzati, il giorno della qualificazione per i Giochi del ’32 Pavesi era in testa, «una donna per rinfrescarlo non gli tira solo l’acqua, ma anche il secchio, e lui cade. Nonostante il quinto posto finale, la sua combattività viene premiata col viaggio a Los Angeles». [Mattia Chiusano, Rep. 4/8/2011] In California avrebbe dovuto fare la riserva: «Invece Zaramella risultò il peggiore negli ultimi test e il tecnico Bertolino mise in strada me, il veneto Segato, il ligure “Gepin” Olmo e il lombardo Cazzulani. Io parto per ultimo: un giovane militare sconosciuto, che non può fare neanche pubblicità... Prima di me l’inglese Harvell, terz’ultimo è il danese Hansen, grande favorito, il campione del mondo. Il via è a Balcon Canyon: una discesa, poi ponti e viadotti su burroni da brivido. La mia partenza è una scoppiettata. Rapporto 56x18. Dopo una decina di chilometri ho già ripreso l’inglese. Pedalo come un diavolo e becco anche il grande Hansen, partito quattro minuti prima di me. Ma fa il furbo. Si attacca alla mia ruota. Gli mostro il pugno: maledetto, vuoi farmi squalificare? Mi dico: Attilio, se lo hai preso, puoi anche staccarlo. Lo stacco».