22 febbraio 2012
Tags : Edoardo Mangiarotti
A Roma come atleta, ct, presidente e portabandiera
• Di nuovo portabandiera azzurro, a Roma (1960) Mangiarotti vinse l’oro della spada a squadre e l’argento del fioretto a squadre: «Della mirabolante carriera olimpica di Edoardo Mangiarotti, l’ultimo capitolo fu il più stupefacente. Una crisi federale aveva squassato il mondo della scherma alla vigilia delle Olimpiadi. Tutto fu affidato nelle mani di tre commissari, Nostini, Da Re e, appunto Mangiarotti: che fu quindi non ct di se stesso, ma presidente che comanda un ct che deve convocare se stesso. “Ho un ricordo di grande fatica, per fare le squadre, convincere gli atleti a partecipare, alcuni erano legati alla vecchia gestione e non vollero venire con noi. Dovetti rinunciare al fioretto individuale, con la squadra fu argento. Poi passammo alla spada, e con la squadra vincemmo l’oro. Schieravamo tre olimpionici, io nel ’52, Pavesi nel ’56, Delfino che aveva appena vinto a Roma. Non trovammo ostacoli». [Corrado Sannucci, Rep. 20/5/2004]