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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

La rivincita in pedana dopo i cazzotti sul ring

• Edoardo Mangiarotti crebbe in pedana col fratello minore Mario e il fratellastro maggiore Dario: «Giuseppe l’aveva avuto prima del matrimonio. La signora Rosetta, grande donna, non fece distinzioni, lo allevò come i suoi figli veri, e tutti e tre dal padre furono avviati alla scherma» [Aronne Anghileri, Gds 10/4/2010]. Ha raccontato Edoardo: «All’inizio io e miei fratelli praticavamo pure la boxe, grazie a un amico di papà. Mamma preparò i guantoni per tutti e tre, ma io prendevo botte sia da Dario, sia da Mario. Quella situazione fece scattare in me la molla dell’alta competitività: in pedana mi presi le rivincite dei cazzotti». Fino a dieci anni si cimentò nel fioretto, poi passò alla spada. Destro naturale, il padre-maestro lo impostò come mancino («In questo modo potevo creare maggiori problemi agli avversari»). A 14 anni raggiunse la finale ai campionati italiani di Tripoli.