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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

Scampato due volte alla morte

• In gioventù scampò per due volte alla morte, prima investito da un taxi («a otto anni, per schivare un tram, mi sono appiattito e non mi sono fatto niente»), poi precipitando da un’impalcatura al quarto piano («era il ’22, c’era stata una sparatoria tra Guardia Regia e socialisti, alla mia casa di via Procaccini avevano messo dei ponteggi per fare le riparazioni. Mi affacciai al quarto piano e sono precipitato, ma riuscii ad afferrarmi a dei cavi verso il secondo piano. Mi hanno ripreso da una finestra mentre scorrevo lungo i fili cercando di calarmi fino a terra»). Al campo Giuriati, quando ancora non aveva scelto la ginnastica, ma si dilettava nel salto con l’asta, questa si spezzò facendolo piombare nella buca: «Ma da tre metri, si salvò ancora in acrobazia. I genitori, era piccolo, l’avevano indirizzato alla musica. Lui usciva di casa, ma anziché a lezione di violino, si recava all’oratorio degli Artigianelli di via Giusti, per irrobustirsi, col maestro Chiocchetti. Gli piaceva l’atletica e le doti di acrobata erano già note. A 15 anni era al Sempione, in via Moscati, a 17 passò alla Pro Patria, portato da un amico. Lì trovò il suo ambiente. E Mario Corrias, mitico allenatore della società milanese, sardo di Cagliari, che ne intuì le grandi doti e lo pilotò sugli attrezzi». [Carlo Gobbi, Gds 24/1/2006]