22 febbraio 2012
Tags : Luigi Beccali
Il record mondiale del Carnera del podismo
• Il 9 settembre 1933, alle Universiadi di Torino, Beccali eguagliò il record del mondo di Laudomègue (3’49”2), battuto a Milano il 17 settembre. Il 7 settembre del 1934 si impose a Torino nella prima edizione degli Europei (3’54”6), ai Giochi di Berlino (1936) fu terzo dietro al neozelandese John Lovelock, neoprimatista mondiale con 3’47”8, e a Cunningham, nonostante dopo 500 metri di gara si fosse infortunato per la chiodata di un avversario sul mignolo del piede destro («Non è stato il chiodo della scarpetta di un avversario che seguiva: ma Comstock, l’americano, il commissario tecnico che non mi aveva permesso di allenarmi duro, con due uscite quotidiane»). Medaglia di bronzo agli Europei di Parigi del ’38, nel ’39 traslocò negli Stati Uniti, nel 1941 abbandonò l’attività agonistica. Morì nella casa di Rapallo dove tornava ogni anno per trascorrere le vacanze estive. È nella storia come «il Carnera del podismo»: «Ci permise, su spinta del regime fascista ma in nome anche di noi stessi, di sentirci forti e capaci, robusti e accorti, internazionali ma italioti. Lui era caro agli dei dello sport, per stile, per bellezza di azione, ma intanto appariva ruspante e vernacolistico il giusto. Era insieme fresca, sapida macchietta italiana, lombarda anzi, e personaggione internazionale. Ci fu molto utile nel relativo per l’incarnazione del fenomeno sport in casa nostra, nonché per la sua e dunque nostra vistosa, assoluta presentazione esterna». [g. p. o., Sta. 30/8/1990]