Rassegna, 17 febbraio 2012
Mediatrade: «Processate Berlusconi»
• Il procuratore di Roma Giancarlo Capaldo, l’aggiunto Pierfilippo Laviani, e il pubblico ministero Barbara Sargenti hanno chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, suoi figlio Piersilvio e altre dieci persone nell’ambito del processo Mediatrade. «Sovrafatturazione nell’acquisto di diritti di prodotti cinematografici e televisivi». Il che, codice alla mano, vuole dire evasione fiscale e violazione delle norme tributarie. I magistrati sanno che il rischio di prescrizione è molto alto. In particolare per l’acquisto dei diritti contabilizzati nel 2004: il reato si può considerare estinto tra due mesi, in aprile. Ha, invece, un margine più ampio, l’illecito sulle dichiarazioni contabili del 2005 che potranno essere perseguite fino all’aprile del 2013. Riguardo al processo Mediatrade ricorda la Vincenzi su Rep: «La storia è quella della presunta frode da 10 milioni di euro per l’acquisto dei diritti da alcune major statunitensi. Operazioni di sovrafatturazione (i prezzi sarebbero stati gonfiati) che avrebbero consentito a Rti e Mediatrade di detrarre cifre superiori a quelle realmente corrisposte. Evasione, dunque. Ma anche fondi neri: secondo l’accusa, la differenza tra le somme investite e quelle indicate nelle fatture (e allegate ai bilanci) sarebbero servite per creare fondi neri. Un tesoretto messo al sicuro attraverso una serie di giri che avrebbe portato questi soldi in Estremo Oriente per poi farli rientrare in Italia. L’inchiesta romana costituisce una costola di quella omologa milanese. Nel capoluogo lombardo Berlusconi è stato prosciolto: secondo il gup “non avrebbe commesso il fatto” perché non aveva più alcun potere in Mediaset. Una decisione contro la quale gli inquirenti lombardi hanno presentato ricorso in Cassazione».