Rassegna, 16 febbraio 2012
L’Ici per la Chiesa, la svolta di Monti
• Monti ha annunciato sul sito di Palazzo Chigi che la Chiesa dovrà pagare l’Ici (l’Imu) sugli enti commerciali. La nuova disciplina riguarderà anche tutti gli altri soggetti (partiti, sindacati, associazioni) che oggi non pagano l’imposta comunale sugli immobili. Questi i criteri che saranno seguiti: «L’esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale; l’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente; l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale; l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell’Economia e delle Finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile. Il presidente Monti auspica che l’iniziativa del governo permetta alla Commissione europea di chiudere la procedura aperta nell’ottobre 2010». [Amabile, Sta]
• Ad oggi è prevista l’esenzione per gli immobili della Chiesa dove l’attività non commerciale era prevalente ma non esclusiva (e dunque risultava esente anche la parte dove si svolgeva attività commerciale). [Tornielli, Sta]
• Scrive la Amabile sulla Sta che le cifre in ballo per l’Ici della Chiesa sono notevoli: «Secondo il mondo cattolico vale meno di 100 milioni in base a quanto è presente nel rapporto finale del Gruppo di lavoro sull’erosione fiscale per quanto riguarda gli immobili di tutti gli enti no-profit, non solo quelli ecclesiali. In realtà assegnare una cifra al gettito che potrà derivare da immobili di proprietà della Chiesa è un compito molto complesso. Le proprietà fanno capo a una galassia di soggetti giuridici diversi tra loro, che vanno dalle diocesi alle congregazioni, dagli ordini religiosi alle proprietà italiane del Vaticano vero e proprio. Che al suo interno ha poi la suddivisione tra le varie amministrazioni. Secondo l’Anci si tratta di 500-700 milioni stimati, di 2,2 miliardi secondo l’Ares, l’Associazione ricerca e sviluppo sociale. Il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, ha infatti proposto un censimento degli immobili, in particolare per individuare quelli adibiti a uso commerciale. Secondo stime realizzate sul web si parla di circa 100 mila immobili, di cui 9 mila sono scuole, 26 mila strutture ecclesiastiche e quasi 5 mila strutture sanitarie. Secondo stime non ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, si tratterebbe di un potenziale introito di due miliardi di euro all’anno».