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 2012  febbraio 15 Mercoledì calendario

Bene le Borse nonostante il declassamento di Moody’s

• Le Borse europee hanno reagito con distacco al declassamento di ieri di Moody’s. La migliore è stata Milano: +0,47%. Le altre hanno chiuso tutte leggermente in ribasso. L’Italia ha piazzato anche 4 miliardi di Btp triennali a un tasso del 3,41%, il minimo da 11 mesi, con richieste 1,4 volte superiori all’offerta e con un risparmio per il Tesoro di 6 miliardi. [Polidori, Rep] «(…) Negli ultimi nove mesi le bordate dei governanti sulle agenzie sono la regola. Tutto inizia l’estate scorsa, quando S&P leva la tripla A al debito degli Usa, che contestano errori di calcolo (in parte ammessi). Gli investitori, per un riflesso dettato dalla paura, concentrano il denaro sulle emissioni ritenute più sicure, così i tassi del T-bond americano calano. Poi la crisi si trasferisce stabilmente in Europa: tra settembre e ottobre S&P e Moody’s flagellano il merito di credito dei paesi periferici, con reazioni alterne sui mercati e forti critiche dei politici. Che spesso dimenticano i toni istituzionali. “Le agenzie di rating sono strumenti del capitalismo finanziario Usa”, ha detto di recente il commissario Ue Olli Rehn, riferendosi agli azionisti privati e yankee di Moody’s e Standard & Poor’s. Il ministro tedesco degli esteri, Guido Westerwelle, ha sposato la teoria del complotto: “Ogni volta che nell’Eurozona ci sono buone notizie le agenzie sollevano artificialmente la tensione: c’è urgente bisogno di agenzie europee e indipendenti”. Il fatto che le agenzie accreditate a livello globale siano solo tre, anche per via della regolamentazione Usa, non aiuta, e fa pensare a una cricca. La Cina da anni si è creata un’agenzia propria (statale, è Dagong) che irride e talvolta anticipa la triade (…)». [Greco, Rep]