La Gazzetta dello Sport, 15 febbraio 2012
Ieri sera, debutto del 62° Festival di Sanremo, Celentano, 74 anni, ha tenuto il palco per quaranta minuti, un tempo enorme, riempito di canzoni, filmati, silenzi e discorsi
Ieri sera, debutto del 62° Festival di Sanremo, Celentano, 74 anni, ha tenuto il palco per quaranta minuti, un tempo enorme, riempito di canzoni, filmati, silenzi e discorsi. Ma pur sempre enorme: sapremo oggi se, dal punto di vista dello share, il grande cantante l’ha indovinata anche stavolta.
• Che cosa ha fatto vedere?
All’inizio esplosioni, gente che fuggiva, scene di guerra, l’ingresso dell’Ariston in fiamme, aerei che bombardavano navi… Intanto, sul palco, cadevano a terra, interpretando gli ammazzati di tutte le guerre, decine di figuranti. Quando le sparatorie sono finite, dai figuranti-cadavere s’è alzato porprio lui, è andato sul suo palchetto e ha attaccato i preti che in chiesa non si fanno capire perché non s’intendono di impianti sonori oppure perché hanno pochi diffusori («e chi se ne frega di quelli delle ultime file che non sentono: ma il Vangelo, sugli ultimi, non dice proprio così»). «Preti e frati – ha continuato - non parlano mai della cosa più importante, cioè del perché siamo nati. Non ricordano mai il motivo nel quale è insito il cammino verso il traguardo, che segna non la fine ma l’inizio di una nuova vita. I preti, i frati non parlano mai del Paradiso. Come a dare l’impressione che siamo nati per morire. Voi preti siete obbligati a parlare del Paradiso, altrimenti la gente pensa che la vita è questa che vivono, e che cazzo di vita è questa qua, lo spread, l’economia, le guerre. Avvenire, Famiglia cristiana andrebbero chiusi definitivamente». Avvenire è il quotidiano dei vescovi italiani. Famiglia Cristiana è il settimanale dei Paolini, ancora molto diffuso soprattutto attraverso le parrocchie. Gran nemico di Berlusconi, tra l’altro.
• Ma Celentano non era credente e cristiano?
Già. D’altra parte anche la Pivetti, cattolica, tanti anni fa aveva ribattezzato “Famiglia cristiana” “Fanghiglia cristiana”. All’interno del mondo cattolico c’è di tutto. Celentano ha continuato: «Per loro il discorso di Dio occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite, ipocrite come le critiche che fanno a don Gallo, uno che ha dedicato la vita ad aiutare gli umili». Don Gallo è un prete genovese di 83 anni, sempre mal visto dalle gerarchie cattoliche, che lo tacciano di comunista.
• Con chi altri se l’è presa?
Mario Monti. Ha fatto leggere a Papaleo una definizione, presa da un ipotetico dizionario, del governo Monti: «Materiale di ottima resistenza, apparentemente indipendente, facile però all’ossido dei partiti». Poca roba, se paragonato a quello che ha detto dei giornali cattolici e verso la fine di Aldo Grasso, il grande critico televisivo del “Corriere della Sera”. Prima dell’attacco a Grasso c’è stato un lungo dialogo con Pupo e lo stesso Morandi sulla Consulta che ha tolto la parola agli italiani non permettendo che si svolgesse il referendum sulla legge elettorale. La parte più debole di tutta l’esibizione, sostenuta oltre tutto da un dato falso: le firme autentiche raccolte non erano un milione e duecentomila, come dice Di Pietro, ma 550 mila. Alla fine c’è stato l’attacco ad Aldo Grasso. Celentano ha detto papale papale «…deficiente come Aldo Grasso che scrive idiozie sul Corriere della Sera…». Nessuno poteva capire questa intemerata (querelabile) senza sapere che Grasso aveva ipotizzato che Celentano versi tutto il suo compenso in beneficenza solo per sostenere meglio il cd uscito a novembre, Facciamo finta che sia vero.
• Ed è una bugia?
Chi lo sa. Adriano è abbastanza ricco per rinunciare al compenso. Stando ai dati del 2010, il duo Celentano-Mori incassa dieci milioni e mezzo di euro ogni anno grazie alle sue società discografiche e gestisce poi un patrimonio immobiliare di almeno altri 7 milioni di euro. Questo patrimonio immobiliare comprende tre appartamentii a Bordighera, a sette chilometri dall’Ariston, e infatti qualcuno s’è meravigliato perché la coppia è andata in albergo, all’hotel Globo. Ma la Mori voleva stare attaccata all’Ariston, in modo che le uscite del marito non fossero disturbate da fan e fotografi. È stato costruito apposta una specie di tunnel: si apre una porticina e si passa da una parte all’altra, protetti da un telone. Quattro metri in tutto di camminamento. È stato necessario sloggiare dalla sua camera la Manuela Moreno del Tg2 per permettere a Celentano di venir via alla chetichella dal Globo.
• Ma le decine di milioni che Celentano costerà alla Rai valgono il gioco?
Direi di sì. Per uno spot di 30 secondi la Sipra ha chiesto fino a duecentomila euro, per una telepromozione anche un milione. La telepromozione di due minuti dell’Eni, andata in onda poco prima dell’apparizione di Celentano, è stata pagata un milione e 70 mila. Teniamo conto che l’anno scorso la Rai mandò in onda 71 spot, inchiodando ogni volta davanti allo schermo dieci milioni di spettatori. Il costo-contatto dell’edizione 2011, con Benigni, è stato di 16 euro e la Rai ha garantito agli inserzionisti che quest’anno quella performance (11,5 milioni medi di spettatori) sarà ripetuta. Adesso non c’è lo spazio per analisi troppo particolareggiate, ma insomma l’ospite per la valorizzazione degli spot è risultato sempre essenziale. Ecco spiegato l’anno scorso Benigni e quest’anno Celentano.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 15 febbraio 2012]