Rassegna, 14 febbraio 2012
Olimpiadi 2020, il Governo verso il no
• Domani è l’ultimo giorno per presentare al Cio le candidature per le Olimpiadi 2020. Tokyo ha già ufficializzato la sua discesa in campo. Per quanto riguarda Roma è ancora tutto in bilico. Il sindaco Gianni Alemanno da tempo fa pressioni sul governo, ma Mario Monti sembra contrario all’ipotesi. Troppi soldi da investire per un Paese che sta cercando di uscire dalla crisi, almeno 4,7 miliardi di soldi pubblici subito, con il rischio concreto di sforare il budget e la convinzione che il ritorno economico sia stato sovrastimato. C’è poi l’esempio della Grecia, che con le Olimpiadi 2004 ha fatto il primo passo verso il default. Oggi il Consiglio dei ministri affronterà la questione. Intanto ieri si è registrato uno scontro diplomatico tra il premier e il sindaco della Capitale. Scrive la Guerzoni sul Cds: «Sembra che Monti sia a dir poco irritato per la caparbietà con cui il primo cittadino lo ha tirato per la giacca, gridando urbi et orbi il suo ottimismo (“Sono fiducioso”) e arrivando ad annunciare, via agenzie di stampa, un incontro che per la presidenza del Consiglio non è mai stato in agenda. In serata con un brusco comunicato Palazzo Chigi chiarisce che “non c’è mai stato alcun incontro in programma”. Né ieri, né oggi. Ma il Campidoglio insiste».
• Per organizzare le Olimpiadi del 2004 la Grecia spese 8,9 miliardi di euro, il 3,9% dell’intero reddito nazionale. Gestazione difficile, ritardi, sforamento dei parametri di Maastricht. L’effetto dei Giochi sull’economia greca fu però forte. Incremento medio del Pil dello 0,3% dal 1997, anno di assegnazione dell’Olimpiade, fino ai cinque anni successivi. Turismo rilanciato, città trasformata. [Piccardi, Cds]