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 2012  febbraio 14 Martedì calendario

In Italia ancora oltre 30 milioni di tonnellate di amianto

• Da undici mesi è decaduta la Commissione che doveva seguire le bonifiche dall’amianto in tutta Italia. Al momento non ci sono numeri precisi a riguardo. Le stime dicono che nel nostro Paese ci sono ancora tra i 30 e i 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto. Magazzini, tetti, tettoie. Quasi 83 mila chilometri di condotte interrate per il trasporto di acqua e gas. In Italia la produzione è stata vietata nel 1992 con la legge 257. Un provvedimento che ha imposto alle Regioni il censimento dei siti contaminati. Ma a oggi quella fotografia non è stata ancora completata: «Regioni come la Sicilia e la Calabria non hanno ancora trasferito la loro mappatura», dicono dal ministero dell’Ambiente. «Altre come la Campania e la Puglia hanno effettuato un censimento solo parziale». Ci sono poi le grandi aree industriali: dei 57 siti più contaminati di interesse nazionale, cinque sopportano un inquinamento esclusivamente da amianto: «Casale Monferrato, certo – dicono dall’Iss –, ma anche la miniera di Balangero, la Fibronit di Bari, Broni, Biancavilla per inquinamento naturale». Legambiente mette in fila i numeri di questi grandi siti: «Un milione di metri quadrati di coperture di edifici privati a Casale Monferrato, 45 milioni di metri cubi di pietrisco di scarto contaminato nella miniera di Balangero, 90 mila metri cubi di fibre varie contenute nell’ex stabilimento Fibronit di Bari, 40 mila i sacchi speciali contenenti rifiuti d’amianto prodotti fino ad oggi con la bonifica di Bagnoli». [Mangiarotti, Cds]

• Il primo Paese che ha messo al bando l’amianto è stata l’Islanda nel 1983. [Mangiarotti, Cds]