Rassegna, 14 febbraio 2012
Eternit, 16 anni ai proprietari
• Il Tribunale di Torino ha condannato il barone belga Louise De Carteir e il manager svizzero Stephan Schmidheiny a 16 anni di reclusione per omissione dolosa di cautele e disastro doloso nelle loro fabbriche Eternit di Casale Monferrato e Cavagnolo. Sarebbero cioè responsabili della morte di operai e popolazione che abitava vicino alle fabbriche a causa dell’amianto, il polverino bianco con cui si lastricavano strade e si isolavano case [leggi Il fatto del giorno]. I due industriali, che non erano presenti in aula al momento della sentenza, non andranno in galera essendo questo primo grado di giudizio e hanno annunciato ricorso in appello. Oltre alla condanna il giudice Giuseppe Casalbore ha letto per tre ore di seguito l’elenco delle vittime e dei parenti che hanno diritto al risarcimento per quanto patito. In totale il risarcimento riconosciuto è di 95 milioni di euro, di cui 25 per Casale e 20 per la Regione Piemonte, fissato sotto forma di provvisionale, cioè un anticipo che si potrà riscuotere nel caso il procedimento civile non assegni cifre ritenute soddisfacenti. Ieri mattina sono arrivati a Torino in 1.500 da Casale e da Cavagnola, Ruberia e Bagnoli, le altre filiali di Eternit. Al momento della lettura della sentenza sono scoppiate in lacrime. [Imarisio, Cds]
• Le vittime accertate dell’Eternit sono 1.830, altre 1.027 sono parti civili. Nell’ultimo anno a Casale Monferrato sono morti in 58 a causa del polverino d’amianto. Il primo morto di mesotelioma registrato risale al 1953. Nel 1969, in via Roma, la strada che attraversa il centro di Casale Monferrato, se ne andarono in sette nel giro di pochi mesi. [Imarisio, Cds]