Rassegna, 13 febbraio 2012
Le guerre in Vaticano dietro il memorandum sull’attentato al Papa
• Si è scoperto che il cardinale colombiano Dario Castrillon Hovos, autore del memorandum su un attentato a Benedetto XVI entro 12 mesi, era in viaggio in Cina con l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, quando questo avrebbe rivelato le preoccupazioni per i piani contro il Papa. Insomma dietro questa storia ci sarebbero guerre intestine per accreditarsi in Vaticano come mediatori con la Cina. Spiega Galeazzi (Sta) che i due cardinali, pur avendo provenienze diverse, hanno entrambi la necessità di riacquistare i favori dei Sacri Palazzi: «Quand’era nunzio in Italia, Romeo aveva condotto una discussa consultazione tra i vescovi sul successore in Cei di Ruini. Ma anche il suo accusatore Castrillon Hoyos, è noto alle cronache per vari incidenti. Quando Benedetto XVI decise la revoca della scomunica ai quattro vescovi seguaci di Lefebvre, spuntò dal Web un’intervista nella quale uno dei quattro, il britannico Williamson, minimizzava la Shoah e negava l’esistenza delle camere a gas. In una lettera ai vescovi di tutto il mondo il Papa spiegò che la Curia romana avrebbe dovuto utilizzare meglio Internet. Peccato che Castrillon nel 2007 avesse raccontato ai quattro venti la sua passione per i computer e la Rete. Quindi se c’era qualcuno che avrebbe potuto evitare al Pontefice il problema, e non lo fece, era proprio Castrillon. Per non parlare della lettera scritta dal porporato per congratularsi con il vescovo francese Pican che, per non denunciare un prete pedofilo, si fece tre mesi di carcere».
• Sulla vicenda Vecchi del Cds intervista il cardinale Walter Kasper, 78 anni, per dieci a capo del pontificio Consiglio per i rapporti con le altre confessioni cristiane e con gli ebrei: «Mi dispiace per il Santo Padre. Mi dispiace molto. Lui dev’essere molto triste nel vedere come cercano di distruggere ciò che ha edificato. (…) Se ricevo una segnalazione, informare il Segretario di Stato è un obbligo. Però c’è qualcuno che ha dato il documento ai giornali, questo è il punto. Io sono molto deluso di queste fughe di notizie, dai documenti riservati alle nomine che appaiono sui giornali prima che siano ufficiali».