Rassegna, 13 febbraio 2012
Severino: «Morire in carcere per il freddo è una tragedia»
• Sulla Stampa Grignetti intervista il Guardiasigilli Paola Severino, che parla delle morti in carcere di questi giorni a causa del freddo: «È una vera tragedia. La manutenzione delle vecchie carceri è un problema quanto la costruzione di quelle nuove. Un mese fa ho ricevuto 57 milioni che verranno spesi in caldaie, acqua calda, coperte, riscaldamento. È ovvio che non si può morire in carcere per il freddo, anche se mi lasci dire che dopo i nostri accertamenti sulle ultime morti di due giorni fa sappiamo che in un caso si è trattato di tossicodipendenza e negli altri due casi sono intervenute cause naturali. Ma anche se non vi fosse collegamento tra queste morti e il gelo, in ogni caso la situazione è tragica e l’emergenza del freddo rende esplosiva la realtà carceraria». Sulla chiusura degli ospedali psichiatrici, prevista dal decreto svuota carceri, dice: «Le strutture che sostituiranno gli ospedali psichiatrici giudiziari avranno una forte caratterizzazione terapeutica ma assicureranno comunque la custodia delle persone socialmente pericolose che hanno commesso delitti. In altri termini, nessuno intende rilasciare potenziali serial killer, ma si vuole curarli e custodirli. Chiunque si sia affacciato sul baratro dell’orrore di quelli che un tempo si chiamavano manicomi giudiziari non potrà che valutare come una misura di civiltà il ricorso ai nuovi modelli tracciati dal decreto legge. Per non parlare, poi, di quel terribile fenomeno dei cosiddetti ergastoli bianchi: persone non più malate e non più pericolose che rimangono negli ospedali psichiatrici perché rifiutati dalla famiglia e abbandonati dalla società».