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 2012  febbraio 13 Lunedì calendario

Il Parlamento greco approva il piano di austerità

•  Nella notte di domenica il Parlamento greco ha approvato il piano di austerità chiesto dalla troika Ue-Bce-Fmi per dare il via libera ai 130 miliardi di euro d’aiuti (forse 145). I voti a favore sono stati 199, i no 74. Con questo piano la Grecia prevede risparmi per 3,3 miliardi: tagli alle pensioni, licenziamento di 15 mila dipendenti pubblici entro l’anno (150 mila entro il 2015), riduzione della spesa per farmaci di 1,1 miliardi, abbassamento del salario minimo del 22% a 560-600 euro. [Taino, Cds] In più Atene venderà molti dei suoi gioielli: le quote pubbliche nelle industrie del petrolio, del gas, dell’acqua e della lotteria. Entro la fine del 2012 dovrebbe raccogliere 4,5 miliardi dalla cessione di quote delle aziende pubbliche: l’obiettivo è di racimolare 15 miliardi di euro. Spiega la Mastrobuoni sulla Stampa: «I tagli alla Difesa ammonteranno a circa 300 milioni di euro, il taglio delle spese elettorali a 270 milioni, la riduzione degli investimenti pubblici a 400 milioni. Altri 300 milioni di tagli saranno studiati nel dettaglio insieme con la troika. Il programma prevede che Atene registri quest’anno un leggero deficit di bilancio e un surplus primario di 3,6 miliardi di euro nel 2013. In un primo tempo era invece previsto il raggiungimento del surplus primario già a partire da quest’anno».  

• Ora il governo di Lucas Papademos dovrà presentare il piano approvato a Bruxelles, ai ministri delle Finanze, martedì e mercoledì: questi ultimi dovrebbero dare il via libera agli aiuti e alla ristrutturazione del debito pubblico (un abbattimento di 100 miliardi) concordato con gli investitori privati. Poiché la fiducia verso la Grecia è sempre più bassa, è però possibile che la troika chieda di mettere una parte dei 130 miliardi di aiuti in un fondo gestito dalla Bce che avrebbe come compito prima di rimborsare i creditori, cioè i possessori di titoli pubblici, e solo poi di dare denaro ad Atene per gli affari interni. [Taino, Cds]  

• «(…) Durante la discussione, nell’aula del Parlamento entravano i rumori e i fumi della manifestazione di piazza. Ma poche ore prima, al mattino, i deputati, titubanti, avevano letto un’intervista del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble fatta apposta per mettere pressione su di loro. Diceva che “le promesse della Grecia non ci bastano più, devono prima realizzare parte del programma concordato” e non realizzato. La Grecia – aggiungeva – “non può diventare un pozzo senza fondo” e, soprattutto, evocava la minaccia delle minacce: non escludeva l’uscita di Atene dall’euro (garantendole di restare nella Ue). Con ciò, Schäuble confermava le indiscrezioni della stampa tedesca che lo indicano come in contrasto con Angela Merkel, meno dura, sull’utilità di tenere la Grecia nell’Eurozona, ma soprattutto ricordava nel modo più netto ai politici di Atene che il punto di rottura è vicino». [Taino, Cds]  

• Per tutta la giornata una folla di almeno cinquantamila persone ha manifestato davanti al Parlamento greco, in Piazza Syntagma. Scontri con la polizia, banche prese di mira, qualche decina di black block, alcuni feriti. Fra gli striscioni visti: «Danke Frau Merkel, Merci Monsieur Sarkozy: popoli europei svegliatevi, i prossimi della lista siete voi». Bandiere greche, ma anche falci e martello. [Taino, Cds]  

• La disoccupazione in Grecia ha superato il 20%. Quella giovanile è al 48%. [Taino, Cds]