Rassegna, 10 febbraio 2012
I regali ai politici italiani
• Francesco
Cossiga rimandava indietro tutti i regali ricevuti a qualsiasi titolo affidando
la pratica a due carabinieri, i quali suonavano i campanelli e aspettavano
sull’uscio finché non erano in grado di ripartire con in tasca una ricevuta di
avvenuta restituzione da protocollare scrupolosamente. [Bertini, Sta]
• Il più
bizzarro dei regali ricevuti dai politici italiani, a pari merito con il
Winchester istoriato di diamanti e zaffiri donato a Prodi dal re saudita, è
quello recapitato ad Arturo Parisi, come ministro della Difesa: una pistola
d’oro massiccio, «donatami da un paese arabo, non ricordo più quale». Revolver
perfettamente funzionante con relativa confezione di proiettili «ma quelli non
erano d’oro», spedito allo spolettificio di Orvieto per renderlo innocuo. Per
poi essere lasciato come cadeau «museale» al collegio militare di provenienza
del ministro, la
Nunziatella. [Bertini, Sta]
• Francesco
Boccia, che è stato a capo del dipartimento dell’Economia dal 2006 al 2008,
ammette che esiste un magazzino dove vengono accatastati tutti i regali. [Bertini,
Sta]