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 2012  febbraio 10 Venerdì calendario

Il governo greco trova un’intesa sui tagli. L’Europa rinvia gli aiuti

• Il governo greco ha trovato un’intesa sul piano di austerity da 3,3 miliardi di euro ma i ministri delle Finanza dell’Eurogruppo, riuniti ieri a Bruxelles non hanno dato il via libera alla seconda tranche di aiuti economici da 130 miliardi di euro. Ci sono ancora troppi punti da chiarire secondo l’Ue. Il memorandum del governo di Lucas Papademos era stato approvato (ma ancora non firmato) nel primo pomeriggio, anche se non reso pubblico nei dettagli. Scrive Bonanni su Rep che «la manovra prevede un taglio di 15 mila posti di lavoro nel settore pubblico entro l’anno, e si parla di una riduzione di 150 mila per il 2020, data entro la quale il debito pubblico greco deve rientrare al di sotto del 120% del Pil. Un’altra misura sarebbe la riduzione del 22% dei salari minimi. Sulla riforma del sistema pensionistico, che era stato il principale ostacolo nei negoziati, il governo non ha fornito dettagli. Pare anche sfumato il taglio generalizzato dei salari nel settore privato. Secondo il ministro delle Finanze tedesco, Schauble, la manovra che i partiti politici greci sarebbero pronti ad accettare “non è sufficiente per permetterci di arrivare ad un accordo”». Spiega invece la Mastrobuoni sulla Stampa che lo scoglio dei tagli alle pensioni complementari, che aveva bloccato l’accordo, è stato superato così: i 300 milioni necessari a coprire il buco saranno spalmati sia sulla previdenza generale che su quella complementare. Si è scoperto poi che nel bilancio c’è un ulteriore buco di 300 milioni di euro, che sarà coperto da tagli alla Difesa, agli enti locali e alle spese sociali. Le nuove regole, più restrittive, che riguardano il mondo del lavoro ha portato alle dimissioni del viceministro socialista Yiannis Koutsoukos.