Rassegna, 10 febbraio 2012
Monti da Obama: «L’Italia uscirà dalla tempesta»
• Barack
Obama ha ricevuto Mario Monti alla Casa Bianca. I due hanno avuto un colloquio
di quasi cinquanta minuti, senza interpreti. Il premier italiano più formale e
apparentemente in soggezione, il presidente americano più caloroso nei modi e
nelle parole. Obama ha detto che il nuovo governo italiano ha avuto una
«partenza razzo» (a strong start), e
poi: «I rapporti tra Stati Uniti e Italia non sono mai stati così forti», «ho
piena fiducia nella leadership di Monti», «lo ringrazio perché sono fiducioso
che sarà in grado di portare l’Italia fuori dalla tempesta». Ha ringraziato per
l’impegno in Libia, gratificazione che era stata negata a Silvio Berlusconi.
L’evento di politica globale più significativo è stato lo schierarsi di Obama
contro la Germania
e a fianco di chi in Europa (Roma, Parigi, Bruxelles) spinge per un più corposo
Fondo Salva-Stati. Obama si è detto favorevole a un «forte firewell» europeo,
che sia in grado di spegnere le velleità di tutti gli incendiari della
speculazione. [Martini, Sta]
• Al
termine dell’incontro con Monti, Obama ha reso omaggio agli italoamericani che
hanno «reso più forte e prospera questa nazione». Monti gli ha risposto
rinunciando all’inglese e parlando in italiano, pur nell’assenza di una
traduzione simultanea, per rivolgersi agli italoamericani e ringraziarli di
quanto hanno fatto e fanno per gli Stati Uniti. [Molinari, Sta]
• «Il
rapporto umano con Obama riesce così semplice...» (Mario Monti al termine
dell’incontro alla Casa Bianca). [Martini, Sta]
• «(…)
Finalmente il dialogo è tra simili. Molto simili davvero: dopo pochi minuti
Obama sente di aver di fronte un uomo che ha il suo stesso approccio, la
cortesia e la sobrietà dei modi insieme con la passione per l’analisi,
l’approfondimento. Due professori: proprio così. Quante volte in America -
soprattutto dalla destra populista - questo presidente cresciuto a Harvard è
stato accusato di essere “élitario, professorale, troppo intellettuale,
didattico”. Ora si trova di fronte un professore di mestiere, specializzatosi
nell’altra super-università americana, Yale. Uno è giurista per formazione,
l’altro economista (…)». [Rampini, Rep]