Rassegna, 9 febbraio 2012
Il governo greco dice sì ai tagli, ma è lite sulle pensioni
• Ieri riunione fiume tra il premier greco Lucas Papademos e
i tre leader di partito del suo governo, il socialista George Papandreou, il
numero uno di Nuova Democrazia Antonis Samaras e il capo di Laos, Giorgios
Karatzaferis. Dopo oltre sette hanno raggiunto un accordo sul taglio dei 15mila
dipendenti pubblici che fa parte di un pacchetto più ampio di 150mila esuberi
in tre anni, la decurtazione del salario minimo da 751 euro del 20-22%, pesanti
tagli al settore sanitario e alla spesa farmaceutica. Mentre sono salve la
tredicesima e quattordicesima del settore privato. Ma il punto su cui si
incaglia alla fine il negoziato sono tagli da 150 euro al mese alle pensioni
ausiliarie. [Mastrobuoni, Sta] Una prima bozza incompleta di accordo fra i
leader politici sarebbe stata comunque siglata ieri e una lettera d’intenti
sarebbe stata spedita da Atene a Christine Lagarde, direttrice generale
dell’Fmi, per confermare l’impegno a completare il piano di austerità. Mentre
Angela Merkel intimava da Berlino: «Ormai è tempo di concludere». [Offeddu,
Cds]
• Ad Atene una corsa in taxi di otto minuti costa 3,80 euro,
un doppio cheesburger con patatine e
bibita da Mc Donald’s 3,50 euro. [Mastrobuoni, Sta]