Rassegna, 8 febbraio 2012
Siria: la mediazione della Russia, le minacce degli Usa
• L’ambasciatrice
americana all’Onu, Susan Rice, ha fatto sapere ieri che gli Stati Uniti «stanno
valutando anche interventi militari» in Siria. Dopo Washington e Londra, anche
Italia, Francia, Belgio, Olanda, Spagna e le nazioni del Golfo hanno richiamato
i loro ambasciatori a Damasco per consultazioni. Intanto è sbarcato ieri in
Siria il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, accolto da un bagno di
folla. Ha il ruolo di paciere e propone un piano in tre punti per risolvere la
situazione siriana: fine delle violenze, dialogo con tutte le parti e no all’intervento
militare esterno. [Van Buren, Rep]
• Scrive
Dragosei sul Cds: «La posizione di Mosca è dettata da diversi fattori. La lealtà
verso un vecchio alleato; gli interessi economici, viste le consistenti vendite
di armi in ballo. Ma è anche una mossa difensiva. Il Cremlino si oppone a
ingerenze nelle questioni interne di altri Stati perché teme che la stessa
politica possa essere applicata alla Russia. Il 4 marzo ci sono le elezioni
presidenziali e di fronte a manifestazioni contro eventuali brogli, si potrebbe
iniziare a parlare di una rivoluzione “bianca”».