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 2012  febbraio 07 Martedì calendario

Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi

• Vittorio Sgarbi si è dimesso da sindaco di Salemi. Tre ispettori del Viminale erano già pronti a commissariare il Comune per infiltrazioni mafiose, dopo che l’indagine «Salus Iniqua», partita sette mesi fa, era culminata nel sequestro di beni per 35 milioni riconducibili all’ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro, detto Pino, soprannome «manicomio». Sottoposto per quattro anni al regime di sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno a Salemi dove ha appoggiato l’ascesa a sindaco del critico d’arte nel giugno del 2008, ottenendo in cambio il vice e tre assessori. E – secondo gli ispettori che hanno inviato la loro relazione al ministro degli Interni – condizionando pesantemente l’attività amministrativa, al punto da partecipare personalmente alle sedute di giunta. Inizialmente Sgarbi voleva resistere, aveva minacciato una denuncia per diffamazione ai componenti della commissione e voleva nominare Giammarinaro suo vice. Alla fine ha deciso di lasciare: «Dichiaro fallimento. È impossibile fare il sindaco in Sicilia, con poteri occulti che ti ostacolano. Meglio così, mi sentivo in pericolo e me ne torno al Nord. Devo dire grazie, mi hanno tutelato». [Anello, Sta] Ancora Sgarbi: «Sì, mi stupisco anch’io di questo passaggio dallo Sgarbi impetuoso a uno che invecchia, riflessivo. Lo Sgarbi classico è l’altro. Ma sono diventato un’altra cosa. Eccomi qua: uno, nessuno e centomila. Disorientato perché avevo pensato di combattere la mafia con l’arte, con la parola, con la bellezza. Contro le brutture simboleggiate nelle pale eoliche, quando mi scagliavo contro le cosche dell’eolico e l’antimafia ufficiale se ne stava zitta». [Cavallaro, Cds]  

• Sgarbi che aveva organizzato un concorso per trovare un assessore per Salemi «di età compresa tra i 25 e i 60 anni, non iscritto a nessun partito e non pelato». [Anello, Sta]