29 gennaio 1966
La valletta di Mike è crollata mentre annunciava Paff... bum
Stampa Sera, 29 gennaio 1966
«Sanremo, sabato sera. Nefasta è stata per la pallida Carla Puccini – denutrita da tre giorni di quasi digiuno, dovuti a delle misteriose pillole che le tolgono l’appetito – il titolo dell’ultima canzone in gara ieri sera Paff... bum. Al «bum» Carla è crollata in terra, mentre Mike – per questa volta umorista – spiegava che “yard-birds” vuole dire gallinacci.
Niente di grave, comunque, ha detto il medico del Casinò, dottor Ferrero, causa del malore sono stati anche il caldo soffocante (non si capisce perché la Ata non si sia ancora decisa a mettere l’aria condizionata in teatro) e il nervosismo generale che regnava dietro le quinte. L’unico calmo fra l’agitarsi generale dei cantanti e degli autori era Mike, tutto ben aggiustato. Alle 15,30 era arrivato da Milano, Nicola – il suo parrucchiere – che si è subito messo all’opera: taglio, messa in piega, frizione.
Emozionata quasi come la bella Carla era Luciana Turina. che ha sofferto molto per l’esclusione. La Turina ci viene dall’ultimo festival di Castrocaro ed e afflitta da una disfunzione organica per cui è un cannone di voce e di fatto. Ora a furia di brodini può denunciare un calo di quindici chili, calo che le è costato un esaurimento nervoso. Comunque, sentiremo ancora parlare di questa Fitzgerald italiana.
Edoardo Vianello è il cantante indipendente del Festival: è qui a sue spese, perché la sua casa discografica non ha voluto partecipare. “Il tutto mi costa due milioni: 600 mila per la quota d’iscrizione, un milione perché sono entrato in finale e devo comprare biglietti per un *** [testo non leggibile, ndr] Poi, ho a mio carico il direttore d’orchestra Morricone, sua moglie e il mio manager. Ma lo faccio volentieri, perché questo è l’ultimo festival a cui partecipo. Ormai come cantautore ho già fatto il mio boom e non si può più ripeterlo, meglio tentare un altro campo: tornerò alla prosa”.
Vianello ha qui un largo seguito, come abbiamo visto, ma è senza donna. “Non riesco a sposarmi, quando si avvicina il momento fuggo, forse perché il mio ideale nel mio ambiente non lo trovo: una donna intelligente, che sappia farti sospirare, seria ma di grande esperienza”. Eppure questo scapolo d’oro la sua donna la troverà, data la caccia che dovrà subire, specie ora che è diventato bello. Opportunamente dimagrito sfoggia ciglia lunghissime. “Sono la prerogativa dei maschi della mia famiglia, mio padre, mio fratello e io. Mia sorella, poverina, le ha cortissime”.
Gino Paoli, diventato quasi un modello d’eleganza, sta intraprendendo la carriera di “talent-scout” (ha in cantiere una ragazza, Alberta, di cui si dice un gran bene). Paoli ora è impegnatissimo a comporre musiche per la commedia di Squarzina M. T., che si darà a Genova in marzo con Lea Massari e Paolo Ferrari. “Non è una commedia musicale, i miei motivi servono solo per rafforzare l’atmosfera”. Com’è la Massari cantante? “È brava, assomiglia alla Vanoni, cioè non è una cantante, ma un’artista”. A proposito preferisce Ornella o la Berti in Io ti darò di più? “La Berti. La sua interpretazione è più pulita, ha più rigore. Ornella è troppo esasperata. È come fare un paragone fra Milva e Richard Anthony”.
Un salto fra gli stranieri. Pat Boone, il cantante americano laureato nella nobile Columbia University, è affascinante in maniera cinematografica, anche se virilmente stempiato. Subito dopo il Festival andrà a Monaco non per girarvi il film che aveva in programma, ma per delle registrazioni».
Adele Gallotti