La Gazzetta dello Sport, 7 febbraio 2012
Fa freddo, e farà ancora freddo fino a San Valentino, con ghiacci sulle autostrade e temperature che si avvicinano ai -24° in più località (ieri in Piemonte)
Fa freddo, e farà ancora freddo fino a San Valentino, con ghiacci sulle autostrade e temperature che si avvicinano ai -24° in più località (ieri in Piemonte). Il problema principale, però, sembra adesso quello delle forniture di gas. La Russia ha ridotto il suo flusso del 30% e il rigassificatore di Rovigo funziona a mezzo, a causa del mare grosso. L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, dice che non ci saranno problemi per nessuno fino a domani. Giovedì e venerdì invece si prevede un’ulteriore ondata di freddo in Russia e di conseguenza una nuova stretta nelle erogazioni, di cui patiranno qualche conseguenza anche Germania e Romania.
• Significa che il riscaldamento in casa sarà meno
forte? Geleremo anche in salotto?
Si direbbe di no. Dall’Enel hanno fatto sapere che, eventualmente, il gas sarà tolto alle industrie «interrompibili», cioè a quelle che pagano una bolletta meno cara proprio perché hanno accettato di vedersi chiudere la fornitura in caso di emergenza. Ieri è stato calcolato che, con la ripresa delle attività, avremmo consumato in un solo giorno 440 milioni di metri cubi. Garantiscono tutti – da Passera in giù – che alle famiglie non succederà assolutamente niente.
• Il gas di cui stiamo parlando è quello che adoperiamo per cucinare?
Anche. Noi adoperiamo moltissimo gas: per cucinare, per le automobili, per scaldare le case, ma soprattutto per alimentare gli impianti di produzione dell’energia elettrica. Lo compriamo dalla Russia, dall’Algeria, dall’Olanda, dalla Libia. Scaroni ha detto di aver affrontato l’indebolimento della fornitura russa con un rafforzamento di quella algerina.
• Che diamine è un “rigassificatore”?
Il gas che compri all’estero lo puoi portare da noi con un tubo (un gasdotto). Se non c’è un gasdotto, lo devi trasportare per nave. Il metano gasoso occupa però un sacco di spazio. Così, prima di imbarcarlo, lo si porta allo stato liquido, assai meno ingombrante. Quando il carburante giunge a destinazione, bisogna però riportarlo allo stato gassoso, che è quello in cui viene adoperato normalmente. L’operazione si fa attraverso un impianto di rigassificazione, vale a dire un rigassificatore (eri gassoso, sei liquido e adesso io ti “rigasso”). Questi impianti sono costruiti in mezzo al mare, per evitare che un’esplosione abbia poi conseguenze catastrofiche. La cosa alimenta polemiche su polemiche con gli ambientalisti. Quello di Rovigo, costruito di fronte al Parco del Delta del Po, adesso è in difficoltà per le condizioni del mare. Ci sono molte metaniere pronte a consegnare il prodotto, ma non possono avvicinarsi a causa delle onde.
• Avremmo bisogno di più rigassificatori?
Nel piano energetico di Berlusconi c’erano una ventina di centrali nucleari e otto rigassificatori sparsi per la penisola. Orrore degli ambientalisti. In ogni caso, dopo Fukushima, è tutto fermo e nessuno ha idea di come sarà fatto in futuro il nostro piano energetico nazionale.
• Com’è andata ieri per il resto?
Ci sono stati almeno altri quattro morti provocati dal freddo. Un camionista ha cessato di vivere all’interno del suo mezzo, in Abruzzo, lungo la strada statale 690 Avezzano-Sora. Il cadavere di un uomo, forse un extracomunitario quarantenne, è stato scoperto in un casolare abbandonato nel Mantovano. Un anziano di 84 anni è stato trovato senza vita a Campomarino Lido, Campobasso. Un settantenne nella frazione di Barcaglione (Ancona) è rimasto assiderato nel suo pollaio: invano una parente infermiera ha tentato di rianimarlo. C’è poi la storia di un ragazzo di 25 anni che si voleva ammazzare per amore, ha lasciato una lettera ai genitori e ha camminato per tre ore nei boschi di Pratomagno (Poppi, Arezzo): lo hanno ritrovato e salvato grazie alle orme lasciate sulla neve. Un altro guaio è il diesel che gela nei serbatoi delle macchine: è successo a parecchi automobilisti di Modena e ad alcuni camion sulla Paullese, tra Castelleone e Crema. La Forestale avverte che c’è un forte pericolo di valanghe in Piemonte, Abruzzo, Marche e Molise. La Radio Vaticana ha polemizzato con le autorità capitoline: «Città bloccate, strade ghiacciate, cittadini chiusi in casa, polemiche tra comune di Roma e Protezione civile, servizi pubblici ridotti, ma allo stadio Olimpico di Roma si gioca Roma-Inter per il campionato di calcio». È una critica, credo, che solo Ranieri può apprezzare.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 7/2/2012]