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 2012  febbraio 06 Lunedì calendario

Cronaca del venerdì che ha bloccato Roma

• Menicucci sul Cds mette in fila i fatti che hanno portato al blocco della Capitale venerdì scorso. Tutto inizia giovedì, con l’ultima riunione tra Comune, prefettura, enti Locali e Protezione civile. Il bollettino meteo della Protezione civile parla di «15-35 millimetri di acqua» e «al livello del mare, Roma inclusa», di «pioggia mista a neve per la giornata di venerdì, con possibilità di accumuli nella serata di venerdì». Secondo gli esperti, la comunicazione è chiara: i millimetri di acqua corrispondono ai centimetri di neve prevista, ma quel riferimento al «livello del mare» e al misto pioggia/neve trae in inganno il Campidoglio. La previsione, almeno in un punto, non è precisa: la nevicata, abbondante, con «accumuli» comincia molto prima, già intorno a mezzogiorno di venerdì. Il sindaco Alemanno con un’ordinanza di sospende  le lezioni  per venerdì nelle scuole lasciando però aperti gli istituti. Una comunicazione che ha lasciato interdetti dirigenti, maestre e professori: le classi, infatti, sono quasi tutte mezze vuote. Alle 13.45 di venerdì scatta il «piano neve»: la maggior parte degli autobus dell’Atac vengono richiamati nei depositi, restano in strada solo quelli previsti dal piano. Ma i bus sono pochi e male equipaggiati: molti sono costretti a fermarsi per le condizioni del manto stradale. L’Ama, l’azienda dei rifiuti, dovrebbe spargere il sale sull’asfalto, ma il sale (250 tonnellate, secondo il Comune) è poco e gran parte di quello messo se ne va con la pioggia che cade al mattino. Anche i taxi sciolgono i turni, ma sono pressoché introvabili. La metropolitana funziona, ma le rampe di accesso di alcune fermate sono rese inutilizzabili dal ghiaccio formatosi. Di vigili, in giro, non ce ne sono. Alle due la Prefettura decreta la chiusura degli uffici pubblici, la gente si mette in macchina, intasando il Raccordo anulare e le consolari. La Cassia bis, verso le 18, è chiusa al traffico, diversi Comuni rimangono senz’acqua, elettricità e senza telefono. Intanto le Ferrovie, che la mattina alle 8.45 avevano annunziato le misure antineve, non riescono a impedire che la stazione di Termini vada in tilt (sono le 17.15). La situazione dei treni precipita di ora in ora, migliaia di persone sono costrette a passare la notte all’addiaccio. Per Trenitalia «non si registrano particolari criticità». Partono centinaia di richieste di rimborso, ma la casella postale apposita è piena e tornano al mittente.