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 1871  agosto 20 calendario

Una regola per le vie e i numeri civici

• Al fine di procedere a una corretta rilevazione in vista del censimento della popolazione che si terrà quest’anno, una circolare ministeriale stabilisce che ogni via o piazza debba avere denominazioni differenti e che le case siano numerate procedendo per ciascuna via per numero dispari a destra e per numero pari a sinistra [Gazzetta Pimontese 25/11/1871]

• Ogni casa deve essere contrassegnata con un numero civico da apporsi sul lato destro della porta principale d’ingresso. Deve considerarsi una sola casa «il complesso di più fabbricati raccolti dentro un recinto, con cortile o giardino... e similmente il complesso di più fabbricati e cortili serventi a uso d’industria, con o senza abitazione; ogni corpo di fabbrica, con o senza abitazione, per uso amministrativo o religioso, ogni fabbricato in costruzione anche sospesa, ogni recinto con qualche stanza per asilo o ripostiglio, o con sole tettoie, per uso di cimitero, di fienile, di legnaia, di deposito di materiali». [Censimento 1871, vol. 1]

• Le disposizioni contenute nella circolare ministeriale non verranno però seguite in molti comuni, Roma compresa, dove è assegnato un numero civico anche alle porte secondarie, ai vani delle botteghe e dei magazzini e in generale a tutte le aperture che mettono sulla via. In molti altri comuni, soprattutto del Mezzogiorno, sono inoltre contati come altrettante case gli appartamenti compresi nel medesimo edificio. Di conseguenza nelle rilevazioni del censimento sono annoverate molte più case di quante avrebbero dovuto risultare da una corretta e uniforme interpretazione della legge. [Censimento 1871, vol. 1]