Rassegna, 1 febbraio 2012
Scontro all’Onu sul destino di Assad
• Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu la Lega Araba ha presentato ieri il suo piano per risolvere la guerra civile che ormai è scoppiata in Siria. Il premier del Qatar, Jassim al Thani, ha parlato di massacri di civili da parte del regime e di almeno 300 bambini assassinati. Il piano della Lega Araba prevede le dimissioni immediate di Assad e il trasferimento dei poteri alla sua vice, Najah al Attar, «il ritiro delle forze armate dai centri abitati, il ritorno dei soldati nelle caserme, libertà di espressione e monitoraggio internazionale». L’ambasciatore siriano, Bashar Jaafari, ha negato le accuse: «Siamo attaccati da terroristi e sabotatori, tentiamo di riportare l’ordine e respingiamo ogni intromissione esterna, se cade Damasco sarà la fine dell’arabismo». «Assad è responsabile di una campagna di terrore, deve dimettersi e permettere la transizione» ha affermato Hillary Clinton, segretario di Stato Usa, che assieme al francese Alain Juppè e al britannico William Hague appoggiano la Lega Araba. Contraria invece al piano e a un possibile intervento militare è la Russia, che ha proposto invece negoziati a Mosca con le opposizioni siriane. Spiega Molinari che «ciò che conta per Mosca è scongiurare un cambio di regime da parte degli occidentali perché la priverebbe dell’ultimo vero alleato in Medio Oriente, che oltre a commesse militari e basi di intelligence le garantisce a Tartus l’unico porto di attracco rimasto alla flotta russa nel Mediterraneo».