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 2012  febbraio 01 Mercoledì calendario

L’ex tesoriere della Margherita Lusi vuole patteggiare

• E’ scoppiato il caso Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita che nel giro di pochi mesi ha dirottato sui suoi conti circa 13 milioni di euro che appartenevano al partito. Ieri ne ha scritto il Corriere, oggi anche la Stampa se ne occupa. Sentito dalla procura di Roma, Lusi è crollato e si è assunto ogni colpa, spiegando che si era autoassegnato una buonuscita per i suoi anni di lavoro come tesoriere. Ieri sera, tramite fidejussione, ha offerto una transizione da 5 milioni di euro sui 7 che ha ammesso di essersi intascato. Francesco Rutelli, allora segretario del partito si è detto «incazzato e addolorato» per la vicenda. Ora nel Pd tutti chiedono la sua espulsione dal partito, mentre gli avvocati discutono un patteggiamento: se i fondi di Lusi venissero sequestrati, la restituzione diventerebbe più complicata. [Grignetti, Sta]

• La Margherita è un partito che sopravvive solo per incassare i milioni dei rimborsi elettorali: nel 2010 ci dovevano essere in cassa 24 milioni e altri 10 milioni devono ancora arrivare. [Grignetti, Cds]

• Il segretario radicale Mario Staderini accusa: «Fu Lusi a presentare nel 2010 l’emendamento per condonare ai partiti oltre 100 milioni di euro di multe per i manifesti illegali. I compagni di merende gli devono tanto». E aggiunge: «Dal 1994 a oggi i partiti hanno incassato oltre 2 miliardi e mezzo di euro di rimborsi, pur avendo sostenuto spese per un quinto di quella cifra». [Cuzzocrea, Rep]

• La legge prevede che i partiti presenti in Parlamento hanno diritto a un rimborso elettorale annuo per tutta la durata della legislatura, anche se questa si interrompe prematuramente. Grazie a questo norma, non solo la Margherita ma anche Ds, Forza Italia e An hanno continuato a intascare denaro pubblico per diversi anni anche se nel frattempo si erano sciolti. [Martini, Sta]

• Racconta Martini sulla Stampa che l’ultima riunione per approvare il bilancio della Margherita si è svolta il 20 giugno 2011, la mattina presto: «Accadde qualcosa di molto curioso. Luigi Lusi, il tesoriere, lesse le varie voci del bilancio e Arturo Parisi, per poterle giudicare, chiese un po’ di tempo di più, almeno “un aggiornamento al pomeriggio”. Non fu facile, ma alla fine si convenne che la richiesta era ragionevole. Tra le voci del bilancio, ce ne era una (“attività”) molto più ricca del previsto, visto che il partito era stato sciolto tre anni prima e visto che l’esposizione corrispondeva ad alcuni milioni di euro. Parisi chiese conto: “E questa spesa a cosa corrisponde?”. Lusi rispose: “Un contributo per le spese elettorali per le Primarie di Dario Franceschini”. Ma come? Un partito defunto, senza mandato, spende 2-3 milioni di euro per alimentare la lotta intestina di un partito vivo e vegeto? E come mai la spesa era stata rendicontata nel bilancio del 2010, visto che le Primarie del Pd risalivano al 2009? Successivamente interpellato dallo stesso Parisi, Dario Franceschini negò con molta energia di aver mai ricevuto sostegni».

• Bonini su Rep fa notare che Lusi in tre anni, «ha svuotato il tesoretto del partito facendo attenzione a non superare mai, con i 90 bonifici destinati alla sua TTT, la soglia dei 150 mila euro ad operazione (cifra entro la quale aveva diritto ad operare senza dover chiedere autorizzazione al vertice del partito). E tuttavia, dove erano il Comitato di Tesoreria e il suo presidente Gianpiero Bocci? E il collegio dei Revisori contabili? E’ anche a queste domande che dovrà rispondere l’inchiesta della Procura di Roma».

• «Quello ha una casa in Canada, ora se tu non ci dici che hai almeno una casa in Siberia, non ti guardiamo in faccia» (Massimo D’Alema al tesoriere dei Ds Ugo Sposetti). [Cuzzocrea, Rep]