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 2012  gennaio 31 Martedì calendario

Arriva in Italia il gelo dalla Siberia

• Sta arrivando in Italia il buran, una massa d’aria gelida proveniente dalla Siberia accompagnata da polvere di neve fittissima in grado di oscurare la vista. Sospinta dall’anticiclone russo, abbasserà le temperature come mai era successo negli ultimi anni. La neve e il gelo arriveranno oggi nel Nord Italia e poi si sposteranno nel resto del Paese. L’apice del freddo è previsto tra il 4 e il 6 febbraio. Scrive la Mottola (Cds) che «l’anticiclone russo-siberiano ha già lasciato tracce nella sua corsa verso l’Italia. In Russia, precisamente in Carelia, il termometro ha toccato i -37 gradi, e anche la città di Arcangelo è scesa per la prima volta sotto i -30. Da queste zone il grande gelo si espanderà alla conquista dell’Europa. Le temperature sono già precipitate: ieri -23 a Minsk, -22 a San Pietroburgo e -20 anche a Bucarest. Almeno 18 persone sono morte in Ucraina e altre 10 in Polonia. Tre vittime in Serbia, cinque in Bulgaria, un morto in Lituania, e uno nella Repubblica Ceca. Le autorità ucraine hanno spiegato che negli ultimi 3 giorni circa 500 persone sono state ricoverate per congelamento e ipotermia. Altre 17 mila hanno trovato riparo nei 1.500 rifugi allestiti nel Paese. Le temperature sono scese bruscamente a -16 durante il giorno e a -23 nella notte. Analoga situazione in Polonia, dove la colonnina di mercurio ha toccato improvvisamente i -26 gradi. In Romania, dove si è registrato -27, nelle ultime 24 ore sono morte sei persone; in Turchia, a Istanbul, sono stati cancellati 200 voli per le abbondanti nevicate».

• Mercalli sulla Stampa a proposito del gelo in arrivo: «Per il momento prendiamo atto dalle carte di previsione che una tale trasferta mediterranea delle correnti siberiane mancava da qualche tempo: ce ne fu una modesta nel febbraio 1991, poi quella ancora nella memoria del gennaio 1985, quindi si va al mitico febbraio 1956 e al più lontano febbraio 1929, nel quale gelò estesamente il Po. Ma i veri record del freddo sono dei secoli scorsi: 1709, 1754-55, quando il naturalista Vitaliano Donati annotava da Torino: “Il freddo insoffribile non mi permette di scrivere”».